Incontro chiarificatore o nuovo faccia a faccia al fulmicotone. Ma soprattutto incontro sì o incontro no. Sono cronache di tentativi di intorbidire le acque politiche quelli andati in scena nelle ultime 12 o 18 ore. La politica siciliana si muove nel “non detto” e nei piccoli gialli che compaiono e scompaiono nel breve volgere di qualche ora.

L’incontro Schifani – Tajani

Così l’incontro fra il segretario di Forza Italia Antonio Tajani e il Presidente della Regione Renato Schifani previsto a Roma e inizialmente pensato per metà settimana o addirittura oltre (fra giovedì o venerdì) ma poi annunciato per oggi martedì 13 ottobre, nel breve volgere di un paio d’ore sembra essere saltato per poi venire riconfermato.

E’ una agenzia di stampa a indicarlo come “non previsto nell’agenda del segretario Tajani” intorno alle 18 o poco prima ma poi da Roma filtra, invece che l’incontro ci sarà. Tutto, comunque, si muove nell’ambito dell’indiscrezione, della voce di corridoio, degli uomini e delle donne vicini a questo o a quello. Niente di detto, di ufficiale, o di scritto.

Ipotesi ancora in campo?

Se l’incontro ci sarà o meno  lo scopriremo in giornata visto che sia le conferme che le smentite non sembrano essere affidabili in queste ore ma intanto sale la tensione su altri fronti aspettando di capire se l’ipotesi di elezioni anticipate in Sicilia sia ancora in campo. Certamente non lo è per il Presidente della Regione che va avanti senza sosta. Una scelta del genere sarebbe frutto di uno scontro che al momento non sembra essere in atto anche se gli elementi ci sono tutti perché quel che è accaduto la scorsa settimana dopo le parole di Nino Minardo, possa riprendere vigore

La tensione che prescinde dall’incontro

Intanto l’uomo nuovo di Futuro Nazionale in Sicilia, l’ex Forzista Calderone lancia un sospetto nell’agone:
“Prendo atto dell’adesione dell’On. Luca Sbardella a ‘Sud chiama Nord’ e rimango stupito dalle evidenti contraddizioni politiche. Le recenti affermazioni di Cateno De Luca, che dice di essere all’opposizione del governo di centrodestra in Sicilia, guidato da Schifani, pongono Sbardella in una condizione di assoluta contraddizione. Da un lato aderisce a una componente politica che in Sicilia è dichiaratamente contro lo schieramento di cui fa parte il suo partito, dall’altro è il commissario di FdI. Adesso Sbardella chiarisca se anche lui è contro il governo-Schifani” dice il deputato Tommaso Calderone, responsabile Futuro Nazionale con Vannacci in Sicilia.

Il riferimento è all’accordo fra Cateno de Luca e Fratelli d’Italia a livello nazio0nale che, però, non riguarda la Sicilia dove De Luca sottolinea di avere le mani libere

Falcone e i vertici Ue a Taormina

In queste stesse ore, già da ieri in realtà, a Taormina l’oppositore interno azzurro Marco Falcone, ha portato i vertici Ue. “Se siamo qui a Taormina, con l’intera squadra del PPE, per discutere delle sfide che abbiamo davanti, lo dobbiamo all’impegno dell’amico Marco Falcone e alla Delegazione di Forza Italia nel nostro Gruppo. Qui possiamo imparare dalla storia europea, dalla cultura europea di cui la Sicilia è uno straordinario frutto: qui è il posto ideale per discutere del futuro dell’Europa. Qui c’è un forte sostegno alle nostre idee popolari, alla nostra visione, grazie al grande lavoro di Marco Falcone. Ora tocca a noi passare dalle idee all’azione, nell’interesse degli europei” ha detto ieri sera Manfred Weber, presidente del Partito Popolare Europeo e capogruppo dei popolari al Parlamento europeo, aprendo i lavori degli Study Days del PPE a Taormina, in programma fino a giovedì 15 ottobre. Weber ha incontrato la stampa insieme a Marco Falcone, vice capo delegazione di Forza Italia a Bruxelles e Strasburgo e promotore della scelta di Taormina come sede dell’iniziativa.

“Aver portato in Sicilia i vertici delle istituzioni europee, dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen alla presidente del Parlamento Roberta Metsola, insieme a oltre 140 eurodeputati, è un risultato straordinario per Forza Italia e per la Sicilia. Significa che il PPE sceglie il Mediterraneo come punto di partenza per affermare i propri valori e la propria visione”, ha dichiarato Falcone.

“Da Taormina prenderà forma un documento di metà legislatura serio, solido e pragmatico, capace di orientare l’azione della Commissione europea su priorità decisive: competitività, controllo delle frontiere, difesa, riduzione della burocrazia e sostegno alle imprese. Vogliamo un’Europa unita, consapevole del proprio ruolo e capace di assumere pienamente un nuovo protagonismo geopolitico. È questo l’impegno che portiamo avanti, mettendo al centro gli interessi dei cittadini europei”, ha concluso Falcone.