Due anni di emergenza cimiteriale al camposanto di Santa Maria dei Rotoli, a Palermo. Ventiquattro mesi fa, infatti, iniziavano ad accatastarsi le prime trecento salme a deposito. Da quel momento, è stato un lento crescendo fino a sfiorare, alla fine dell’estate 2021, il numero di mille feretri.

Una tendenza oggi parzialmente invertita dal cronoprogramma messo in campo dall’Amministrazione Comunale che, almeno sotto il profilo delle tumulazioni, ha fatto decisi passi in avanti. Elementi positivi che non sono bastati a risolvere le emergenze dell’impianto del capoluogo siciliano, come promesso dal primo cittadino ad inizio settembre. Oltre alle 730 salme ancora in attesa di degna sepoltura, si registrano ancora decisi problemi infrastrutturali, organizzativi e burocratici.

Installate gabbie anti-cinghiali

Tra i vari problemi che hanno colpito il camposanto di lungomare Cristoforo Colombo vi è quello delle scorribande dei cinghiali. I suidi popolano infatti la limitrofa riserva naturale di Monte Pellegrino e, in qualche occasione, sono riusciti a penetrare all’interno del cimitero. In alcuni casi, hanno danneggiato alcune sepolture site nella parte alta, a pochi metri dalla rete anti-caduta massi. L’episodio critico si è registrato l’8 ottobre, quando gli operatori della Reset hanno ritrovato un esemplare morto.

Un fenomeno, quello delle incursioni dei cinghiali, che ha reso necessario un intervento d’urgenza da parte del Comune e delle autorità responsabili della riserva naturale di Monte Pellegrino. Lavori concretizzati con l’installazione di alcune gabbie nel perimetro esterno del camposanto. Un intervento, condotto il 30 novembre, coadiuvato anche dall’installazione di diverse telecamere, che il direttore della riserva Giovanni Provinzano spiega così.

“In attesa dell’approvazione del Piano di controllo dei cinghiali presenti fuori dal perimetro della Riserva Monte Pellegrino, redatto dal professore Mario Lo Valvo per conto della Ripartizione Faunistica Venatoria di Palermo e del Comune di Palermo in collaborazione con l’associazione Rangers d’Italia Sezione Sicilia Ente Gestore della Riserva, è in atto il monitoraggio e il foraggiamento delle aree di intervento”.

La situazione ai Rotoli

Sul fronte delle salme a deposito, il Comune ha realizzato alcuni passi in avanti. I feretri a deposito si sono ridotti di circa 200 unità rispetto all’emanazione del cronoprogramma. Di queste, la gran parte sono in attesa di posto presso un campo d’inumazione (intorno alle 500 unità), mentre le altre attendono di essere tumulate. Il Comune sta cercando intanto di reperire altre risorse per proseguire con i trasferimenti verso il cimitero di Sant’Orsola. Operazioni svolte di concerto con la Feniof, l’ente rappresentativo delle agenzie di pompe funebri guidato da Eugenio Zimmatore.

Ma la Giunta è al lavoro per risolvere il vero problema dell’emergenza cimiteriale, ovvero la mancanza di infrastrutture. Nell’ultimo piano triennale delle opere pubbliche adottato, ovvero il 21-23, è stata inserita la collocazione temporanea dei loculi ipogei al cimitero di Santa Maria dei Rotoli. Un intervento dal valore stimato di circa 800.000 euro, chiesto a gran voce dall’assessore Antonino Sala per procedere in avanti nel cronoprogramma di interventi per lenire gli effetti dell’emergenza salme al camposanto di lungomare Cristoforo Colombo. Situazione sulla quale 20 consiglieri comunali hanno chiesto un dibattito d’aula d’urgenza.

Nota di menzione per la questione legata al forno crematorio. L’ultima accensione dell’impianto dei Rotoli risale addirittura a marzo 2020. Venti mesi nei quali l’Amministrazione Comunale ha dovuto portare i morti palermitani altrove. Tra le località coinvolte anche quella di Misterbianco, con la quale è stato sottoscritto un accordo di massima. In attesa, quindi, che la ristrutturazione del vecchio forno vada a buon fine, il Comune lavora per realizzare un nuovo impianto. Progetto inserito nel piano triennale delle opere pubbliche, alla voce annualità 2022, per un importo previsto da 2,7 milioni di euro. Intervento al quale si aggiunge quello per un nuovo campo di inumazione da 473 posti, del valore di 317.000 euro.