L’onorevole Giuseppe Compagnone, presidente della Commissione Ue dell’Ars e già componente della Commissione d’inchiesta reati ambientali del Senato, interviene sulle dichiarazioni recentemente rilasciate dall’ex presidente della Regione, Totò Cuffaro, nel corso dell’audizione tenuta nella commissione regionale Antimafia.

La filosofia che concepiva i quattro termovalorizzatori non prevedeva la raccolta differenziata dei rifiuti che oggi è punto cardine, nel rispetto dell’ambiente, di ogni paese civile. È il caso di ricordare – prosegue Compagnone – che la Sicilia produce circa 2.300 tonnellate di rifiuti e i termovalorizzatori erano dimensionati per bruciarne un quantitativo ben superiore. La gara, inoltre, presentava evidenti tratti di illegittimità, se non di più, come acclarato dalle inchieste delle Procure di Palermo, dalla Commissione Nazionale sui Rifiuti e anche come sottolineato dall’attuale presidente della Commissione regionale Antimafia”.

Compagnone prosegue nel suo intervento, riepilogando quanto compiuto dal governo Lombardo in tema rifiuti.
“Il presidente Lombardo coadiuvato da una commissione di altissimo livello tecnico, puntò su un piano rifiuti, ambientalista e antesignano, incentrato proprio sulla differenziata e non certo sulle discariche. Aggiungo che il governo Lombardo aveva previsto gli impianti di compostaggio ed anche i relativi finanziamenti. Il piano rifiuti, però, è rimasto fermo al ministero e il via libera è arrivato solo quando Lombardo non era più presidente”.

Compagnone, prosegue il suo intervento, toccando altri punti. “Sul fronte dell’ampliamento delle discariche va sottolineato che si tratta di decisioni prese da tutti i presidenti, compreso l’attuale, e imposte dalla necessità di togliere i rifiuti dalle strade ma con prospettiva provvisoria, sino alla realizzazione degli impianti.
Concludo sottolineando che resuscitare i termovalorizzatori, oggi è semplicemente paradossale non solo alla luce delle decisioni prese a livello globale, ma anche in considerazione della costante crescita della raccolta differenziata.
Certo – conclude – se il governo Crocetta piuttosto di perdere cinque anni avesse lavorato al ritmo in cui si sta muovendo l’attuale esecutivo regionale sul fronte della raccolta differenziata e dell’impiantistica, ci troveremmo in ben altra condizione, anche alla luce delle potenzialità dei moderni centri di compostaggio”.