La Cgil Sicilia boccia la manovra da 1,4 miliardi di euro approvata stanotte dall’Ars e la collega allo sciopero generale del 20 novembre. Il segretario regionale Alfio Mannino accusa la maggioranza di aver distribuito le risorse con criteri clientelari. Il ddl «Coesione e crescita» è passato con i soli voti del centrodestra.

Mannino: «Classe politica non degna di guidare la Sicilia»

«Con le variazioni di bilancio si è toccato il fondo. Le risorse sono state distribuite in un’ottica chiaramente clientelare, la solita politica delle mance, senza dare risposta a nessuno dei problemi aperti e neanche alle emergenze che vivono i cittadini. Senza creare nessuna prospettiva di sviluppo. Questa è una classe politica non degna di guidare la Sicilia», afferma Mannino.

Il segretario torna poi sull’allarme lanciato dal sindacato in estate: «Quando nei primi di agosto la Cgil lanciò un allarme sulla manovra della Giunta, che lasciava quasi 200 milioni alla trattativa parlamentare, cioè alle operazioni clientelari, fummo aggrediti da esponenti della maggioranza con argomenti pretestuosi, come se fosse il sindacato a fare campagna elettorale, quando invece stava solo facendo il suo mestiere a tutela e promozione dei diritti dei lavoratori».

«In quella fase, aggiunge, ci è stato peraltro detto dal governo che con le variazioni si sarebbero affrontate solo questioni urgenti e straordinarie. Invece quanto accaduto dimostra che avevamo visto bene: nella maggioranza ci si stava organizzando per usare i fondi pubblici per i propri scopi».

Il timore sulla Finanziaria

Per Mannino non è questa la politica di cui la Sicilia ha bisogno per crescere e garantire benessere: è una politica che, a suo giudizio, offende i siciliani. Lo sguardo del sindacato va già alla prossima legge di stabilità: «E figuriamoci, aggiunge, cosa accadrà con la legge Finanziaria, quando questo governo avrà a disposizione almeno 5 miliardi per le sue manovre preelettorali».

Lo sciopero del 20 novembre

La Cgil Sicilia porta la manovra tra le ragioni della mobilitazione già convocata. Secondo il segretario, «anche contro questa politica becera e i suoi fautori sarà lo sciopero generale del 20 novembre».

«È il momento che i siciliani facciano sentire forte la propria voce, conclude, se vogliono che qualcosa cambi».

I fondi territoriali e la replica della maggioranza

Lo scontro sulla manovra riguarda soprattutto i fondi per gli investimenti territoriali (Fit). Come ricostruisce il pezzo d’apertura sulla lunga notte dell’Ars, il testo stanzia 190 milioni per interventi infrastrutturali di enti pubblici ed ecclesiastici. Le opposizioni li hanno contestati, poi Pd, M5S e Controcorrente hanno lasciato l’aula prima del voto finale.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Giorgio Assenza, ha respinto le accuse: «I Fondi per gli investimenti territoriali (FIT) finanziano interventi importanti, con progetti immediatamente realizzabili su ospedali, porti, cimiteri, chiese e impianti sportivi. I colleghi delle opposizioni in passato si sono sempre vantati di aver ottenuto interventi simili nei loro territori: allora era pregevole politica e ora diventano vili mance?».

All’Ars ora tocca al rendiconto generale e poi alla manovra di stabilità, l’ultima della legislatura.