“No a critiche distruttive ma tavoli regionali e territoriali di confronto nel merito per ridisegnare la rete ospedaliera senza interessi particolari. Per tutelare la salute dei cittadini ed assicurare adeguate coperture di organico”. E’ questo il messaggio lanciato da FP Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl alla fine dell’incontro di oggi pomeriggio all’Assessorato regionale alla Sanità. I sindacati hanno anche chiesto che venga subito dato il via (“entro il termine perentorio del 31 dicembre”) alle assunzioni partendo dalle graduatorie in scadenza, per risolvere le attuali carenze e “situazioni di stress del personale”.

“Discutere a pezzi della sanità significa negare una ristrutturazione vera ed efficiente della rete assistenziale”, dicono i segretari Claudio Di Marco (Fp Cgil), Luigi Caracausi (Cisl Fp) e Enzo Tango (Uil Fpl).  “La Sanità siciliana – sottolineano – ormai da troppo tempo sconta ataviche criticità mai risolte”. Tra i punti indicati: “centralità degli ospedali, fragilità del territorio, scarsi e non qualificati interventi di prevenzione, inappropriatezza della prestazioni, presenza di interessi particolari”.

“I tentativi che sono stati esperiti nel passato, con il varo della legge 5/2009 ed i successivi processi di riorganizzazione messi in atto – scrivono i segretari – hanno prodotto risultati positivi soltanto in termini di risanamento dei conti, avendo di fatto indebolito il SSR attraverso un complessivo ridimensionamento dell’offerta sanitaria. Tagli che non hanno toccato proporzionalmente la parte privata che, anzi, è cresciuta, anche tramite sperimentazioni i cui esiti non sono sempre stati all’altezza degli investimenti e degli sforzi profusi. Infatti la mobilità passiva, ad esempio, negli ambiti ortopedico ed oncologico non è affatto diminuita”.

Da qui la proposta: “Niente polemiche distruttive o difese puramente campanilistiche, ma un serio ed efficace confronto di merito, scevro da condizionamenti particolari tesi a delegittimare il lavoro espletato, magari per coprire interessi poco chiari”. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl “per potere esprimere le proprie valutazioni sulla proposta” hanno chiesto così di conoscere: le ricadute della riorganizzazione delle rete dell’emergenza sulla distribuzione dei posti letto nell’intero territorio regionale, sia con riferimento alla parte pubblica sia avendo riguardo a quella privata; gli effetti occupazionali della rimodulazione; l’ammontare del Fondo Sanitario Regionale e la ripartizione dello stesso tra le aziende ospedaliere e quelle sanitarie; i criteri per l’individuazione delle aree disagiate; le logiche seguite nella distribuzione territoriale degli ospedali di comunità e della creazione degli ospedali riuniti”.