La Sicilia e l’emergenza strade e autostrade sono state al centro di un’audizione in  Commissione “Ambiente, territorio e mobilità” dell’Assemblea Regionale Siciliana a cui ha preso parte il sottosegretario per le Infrastrutture e i Trasporti, Giancarlo Cancelleri, l’assessore regionale per le Infrastrutture e la Mobilità, Marco Falcone, e il Responsabile della Struttura Territoriale Anas Sicilia, Valerio Mele.

L’audizione è stata focalizzata sul tema della rete viaria autostradale, con particolare riferimento alle tratte Palermo-Agrigento, Agrigento-Caltanissetta, autostrada A19 “Palermo-Catania”, al viadotto Imera e ai viadotti Akragas di Agrigento.

In merito alle attività nei cantieri per la realizzazione della nuova statale 640 “Strada degli Scrittori”, di collegamento tra le città di Agrigento e Caltanissetta e l’autostrada A19 “Palermo-Catania”, l’ing. Mele ha evidenziato che, in seguito alle note sopravvenute difficoltà finanziarie del Contraente Generale, la CMC di Ravenna, è stato avviato un intenso lavoro, svolto sotto la supervisione e piena cooperazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, volto a superare l’impasse che aveva colpito il prosieguo delle attività nell’ambito del secondo lotto, ricadente in provincia di Caltanissetta (il primo lotto, ricadente in provincia di Agrigento, è stato invece completato ed aperto alla circolazione nel marzo 2017). Il primo risultato di tale attività è stato il parziale riavvio dei lavori, che prevede anche l’ingresso di nuovi esecutori in parte già individuati.

Medesimo obiettivo – ha proseguito Mele – ci si è posti per l’avanzamento dei lavori dell’itinerario Palermo-Agrigento, anch’essi originariamente appaltati a CMC. Si è tuttavia registrato un rallentamento nel processo di affidamento a nuova impresa, che Anas auspica venga superata nel giro di alcuni giorni.

Per quanto riguarda l’autostrada A19 Palermo-Catania, l’ing. Mele ha ricordato che lungo l’arteria è in corso un piano di manutenzione da 850 milioni di euro.

Questo ingente investimento – finalizzato alla completa riqualificazione dell’autostrada che per prima fu costruita in Sicilia, prossima al compimento del mezzo secolo di vita – prevede il risanamento strutturale di viadotti e gallerie, il rifacimento del piano viabile, l’installazione di nuove barriere di sicurezza laterali, la riqualificazione e implementazione degli impianti tecnologici e di illuminazione con tecnologia a LED.

L’esecuzione degli interventi del piano straordinario di riqualificazione dell’autostrada A19 è stata avviata a inizio 2018, a seguito dell’approvazione del contratto di programma Anas, con pianificazione quinquennale. Ad oggi, lungo l’A19, è stata realizzata una quota di investimento corrispondente a circa 208 milioni di euro.

In particolare è stata realizzata nuova pavimentazione su 325 km dei 394,600 km complessivi (in entrambe le direzioni), sono state installate le nuove barriere laterali di sicurezza lungo 81,7 km dei 313,400 previsti e il risanamento dei viadotti ha raggiunto un’estesa di 19 km sui 113,400 complessivi.

Mele ha evidenziato che l’avanzamento degli interventi di manutenzione e riqualificazione è condizionato dalla necessità di trovare un compromesso tra l’esigenza di accelerare l’attuazione mediante l’attivazione di più cantieri contemporanei e l’opportunità di attenuare i disagi alla circolazione che gli stessi cantieri inevitabilmente creano, limitandone quindi il numero.

Il piano di manutenzione per l’A19 include, naturalmente, l’intervento di ricostruzione del viadotto Imera, che prevede un investimento complessivo pari a 11 milioni di euro. I lavori hanno avuto avvio nel maggio 2018 e dopo un rallentamento dovuto alle sopravvenute difficoltà finanziarie del fornitore della carpenteria metallica per le travi, i lavori stanno procedendo regolarmente, secondo il cronoprogramma aggiornato che prevede il completamento delle lavorazioni del viadotto per la fine del mese di aprile. Anas sta vigilando per verificare il rispetto degli impegni da parte dell’appaltatore.

A tal proposito l’ing. Mele ha ribadito che non sussiste alcun rischio di fermo cantiere, puntualizzando che le richieste di maggiori oneri avanzate dall’impresa, inevitabili nella gestione di un appalto complesso come quello in questione, saranno trattate secondo le modalità previste dalla norma, ma non mettono a rischio la conclusione dei lavori.

I viadotti Akragas I (1320 metri) e Akragas II (790 metri), lungo la strada statale 115 quater ad Agrigento, sono stati nel tempo oggetto di continuo monitoraggio da parte di Anas. A seguito di tali ispezioni, nei primi mesi del 2017 i viadotti erano stati chiusi.

Grazie ad un intervento avviato nel maggio dello stesso anno, che prevedeva il consolidamento di alcune travi di bordo degli impalcati e il risanamento corticale di alcune porzioni delle solette, è stato possibile riaprire al traffico l’Akragas II dopo due mesi. Il viadotto Akragas I è da allora chiuso al traffico, poiché necessita di interventi più consistenti.

Per l’esecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria dei due viadotti è stata esperita una gara, in regime di Accordo Quadro, per un investimento complessivo pari a circa 30 milioni di euro. Nell’ambito di tale accordo quadro, è stato già attivato il contratto applicativo per gli interventi sulle pile dei viadotti, che avranno avvio nel prossimo mese di maggio per Akragas II ed entro fine anno per Akragas I.

Si segnala, inoltre, che il progetto relativo al ripristino dell’impalcato è stato ultimato e sarà inviato agli enti competenti entro il prossimo mese di febbraio, per l’acquisizione dei pareri. L’ultimazione di tutti gli interventi (pile e impalcati di entrambi i viadotti), è fissata entro la fine del prossimo anno.

In merito allo stato generale dei viadotti di competenza Anas, Mele ha concluso il suo intervento evidenziando che Anas svolge un’attività capillare di monitoraggio e sorveglianza su tutti i ponti e viadotti della propria rete, oltre 1600 per la Sicilia, secondo procedure standardizzate di controllo, nell’ambito del Bridge Management System adottato da Anas. Su alcune opere, che richiedono un’osservazione particolare, sono già installati apparecchi sofisticati di monitoraggio da remoto, in aggiunta alle ispezioni periodiche.

Gli esiti dei controlli definiscono la priorità di intervento sulla pianificazione dei lavori di manutenzione delle opere d’arte. L’obiettivo a medio termine di Anas è di sviluppare un sistema di monitoraggio automatico in remoto da applicare in modo massivo su tutta la rete. In tale ottica è stato avviato un progetto sperimentale, tecnologicamente molto innovativo, che prevede la messa a punto di un sistema di monitoraggio predittivo in grado di leggere le condizioni di un viadotto dall’osservazione del comportamento vibrazionale.

Lo scorso mese di novembre è stato pubblicato un bando finalizzato al monitoraggio da remoto tramite sensori, che sarà avviato una volta espletate le procedure di gara.

“Reputo positivo il fatto che a Roma ci sia un Vice Ministro che conosce il disastro sociale ed economico lasciato dalla CmC e l’isolamento infrastrutturale in cui versano alcune province siciliane, tra cui Agrigento, Enna e Caltanissetta. Ho ancora il timore che né questo Governo Nazionale né l’Anas siano nelle condizioni di risolvere i problemi che sono sul tavolo, problemi atavici di cui Anas è da ritenersi anche corresponsabile, ma dopo questa Commissione ho un atteggiamento più ottimista sulla questione perché , anche grazie alla nostra intermediazione, si è creato un clima sereno e di totale collaborazione a tutti i livelli che mi fa ben sperare per il futuro – sottolinea il presidente della commissione Giusy Savarino -. Non cerchiamo lo scontro tra Regione, Anas e Governo nazionale, con il Governo Musumeci avviamo una stagione di chiarezza dove chi ha responsabilità paga e chi ha competenze trova una soluzione. Da oggi non facciamo più sconti per nessuno, la Sicilia deve essere trattata con rispetto : chiediamo tempi certi ed adottiamo tutte le prerogative che abbiamo per avere quello che ci tocca di diritto”.

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