Si è chiuso con una condanna a due anni e sei mesi di reclusione il processo per truffa aggravata ai danni di una dipendente dell’Asp di Siracusa, Maria Concetta Visconti, che, secondo la ricostruzione dell’accusa, avrebbe attestato, in modo fittizio la sua presenza al lavoro.

La donna era rimasta coinvolta, insieme ad altre 32 persone, tra funzionari, medici e personale amministrativo dell’azienda sanitaria, nell’inchiesta della Procura di Siracusa, denominata Doctor House sui cosiddetti furbetti del cartellino. Le indagini furono condotte dai militari della Guardia di finanza di Siracusa che pedinarono e registrarono alcune giornate degli indagati assenteisti che, per le forze dell’ordine, avrebbero trascorso ore di lavoro in faccende private, tra cui andare a fare la spesa al supermercato.  Quell’inchiesta divenne famosa per i filmati riproducenti un medico che si trovava in piscina nonostante risultasse presente nel suo ufficio.

Sotto processo ci sono nel complesso 29 persone ma diverse posizioni giudiziarie, come disposto dal pm di Siracusa, sono state stralciate, tra cui quella dipendente dell’Asp che ha scelto di farsi giudicare con il rito abbreviato. La sentenza di condanna è stata emessa dal giudice del tribunale di Siracusa, Giuseppina Storaci, al termine della Camera di consiglio.