• Ci sono 21 indagati nell’inchiesta della Procura di Siracusa sulla morte del militare siciliano deceduto dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca
  • Domani sarà affidato l’incarico al medico legale per l’autopsia
  • La dose del vaccino inoculato alla vittima fa parte del lotto che è stato ritirato dall’Aifa

La Procura di Siracusa ha iscritto 21 persone nel registro degli indagati in relazione alla morte di Stefano Paternò, il 43enne militare in servizio ad Augusta deceduto nelle ore successive alla somministrazione del vaccino.

Il Procuratore di Siracusa

“Ci sono 21 indagati e domani sarà affidato l’incarico al medico legale per eseguire l’autopsia allo scopo di comprendere le ragioni del decesso del militare” spiega il Procuratore di Siracusa, Sabrina Gambino, titolare del fascicolo di inchiesta. Sotto osservazione ci sono tutte le persone legate all’inoculazione della dose al 43enne, avvenuta nei locali dell’ospedale militare di Augusta ma si tratta, comunque, di un atto dovuto, come fanno sapere dal palazzo di giustizia.

Lotto ritirato in Italia

La dose somministrata a Stefano Paternò farebbe parte del lotto ABV2856 del vaccino AstraZeneca che è stato ritirato dall’Aifa su tutto il territorio nazionale. L’ente si riserva di prendere ulteriori provvedimenti, ove necessario, anche in stretto coordinamento con l’EMA, agenzia del farmaco europea. “Al momento non è stato stabilito alcun nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino e tali eventi – si legge in una nota -. AIFA sta effettuando tutte le verifiche del caso, acquisendo documentazioni cliniche in stretta collaborazione con i NAS e le autorità competenti. I campioni di tale lotto verranno analizzati dall’Istituto Superiore di Sanità. AIFA comunicherà tempestivamente qualunque nuova informazione dovesse rendersi disponibile”.

In Europa

La Danimarca ha sospeso per precauzione l’uso del vaccino anti Covid-19 di AstraZeneca a causa di problemi di coagulazione del sangue in alcuni pazienti. Lo ha reso noto l’autorità nazionale danese per la salute.

La decisione, nel dettaglio, come spiegato in una nota, «segue le notizie di gravi casi di coaguli di sangue in persone vaccinate con il vaccino anti Covid-19 di AstraZeneca», aggiungendo comunque che «al momento non è stato determinato che ci sia un legame tra il vaccino e i coaguli di sangue».

 

Articoli correlati