Ignoti hanno scassinato la notte scorsa gli infissi dei locali dell'Asp Palermo e hanno rubato due pc e i relativi monitor della direzione e degli uffici vicini. Un altro furto si era verificato il 4 maggio scorso.
Verificata la reale identità gli uomini, S.G. di 19 anni e R.A. di 20 anni, sono stati segnalati all’autorità giudiziaria oltre che sanzionati per la violazione al DPCM del 10 aprile.
La Polizia di Stato coglie l’occasione per ribadire la gravità del reato cui si va incontro ignorando l’obbligo di non uscire di casa: esso comporta l’imputazione per Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità e, quindi, un vero e proprio processo penale.
Tre uomini sono stati sorpresi ad esercitare l’attività di guardiamacchine, rispettivamente, nei pressi dell’ospedale Garibaldi Centro, in via Luigi Rizzo ed in Piazza della Repubblica.
La corruttela ed il malaffare emersi dall’indagine risultano caratterizzati da alti livelli di integrazione e di infiltrazione nell’attività politica, amministrativa ed economica.
Durante il diverbio, G.A. brandiva un coltello, minacciando le altre persone; egli stesso, però, alla fine riportava lesioni personali, rendendo necessario il suo ricovero presso l’ospedale di Biancavilla.
di
Redazione
incastrato dalle immagini del sistema di videosorveglianza
E' stata effettuata una veloce ricognizione all’interno della toilette dove è stato trovato il portafogli rubato, contenente ancora i documenti e le carte di credito della vittima. La refurtiva è stata restituita al legittimo proprietario.
Indagini sono in corso per accertare come e dove il cittadino tunisino abbia trascorso gli ultimi anni e se abbia goduto di complicità che ne abbiano agevolato la latitanza.
Non voleva finire in carcere dopo una condanna definitiva per truffa e altri reati, così si spacciava per suora con problemi di salute, riuscendo a farsi ospitare in diverse strutture religiose di Lombardia e Piemonte.
Gli anziani che, come certificato da personale dell’Asp, sono risultati “bisognosi di cure socio-assistenziali” sono stati riaffidati ai familiari in attesa di essere riprotetti in strutture idonee e, stavolta, accreditate.