Incendio a Valledolmo: il sindaco, danni ingenti a colture e aziende

“Un vasto incendio ha interessato il territorio di Rovittello e Mandrianova, propagandosi rapidamente dalla vallata fino a raggiungere la contrada di Pizzo Sampieri e coinvolgendo i territori comunali di Sclafani Bagni e Valledolmo. Le fiamme hanno devastato centinaia di ettari di terreno, causando ingenti danni al patrimonio agricolo e ambientale. Sono andati distrutti campi di grano ancora da trebbiare, aree boscate, uliveti e vaste superfici foraggere, dove erano ancora presenti numerosi balloni di fieno.

Trattandosi di una stagione agricola ancora in pieno svolgimento, l’incendio ha colpito decine di aziende del territorio, compromettendo il lavoro e i sacrifici di un intero anno”. Lo dice il sindaco di Valledolmo Angelo Conti che fa la conta dei danni provocati dall’incendio che ha interessato il territorio divampato mercoledì e proseguito anche ieri. “Tra le aziende interessate, una in particolare ha subito danni gravissimi.

Le fiamme hanno infatti raggiunto il fieno già stoccato all’interno dei magazzini, rendendo necessario un complesso intervento di spegnimento protrattosi per diverse ore. Oltre alla perdita del foraggio, sono stati danneggiati anche gli immobili e le strutture aziendali – aggiunge il sindaco – L’incendio, è stato definitivamente domato grazie al decisivo intervento dei mezzi aerei e all’incessante lavoro svolto a terra dalle squadre della protezione civile di Valledolmo, dal corpo forestale, dai vigili del fuoco e dai carabinieri della locale Stazione, che hanno garantito il presidio del territorio e il coordinamento delle attività di sicurezza durante tutte le operazioni di emergenza. Determinante è stato anche il contributo dei tanti contadini, imprenditori agricoli, cittadini e imprese del territorio che, con grande senso di responsabilità e spirito di solidarietà, hanno messo a disposizione trattori, aratri e altri mezzi agricoli e di cantiere, collaborando senza sosta per contenere il fronte del fuoco e creare fasce di protezione utili a impedirne l’ulteriore propagazione”.

Comandante Corpo forestale, nel Palermitano nessun danno a colture, strutture o animali

“Dai dati ufficiali forniti dall’Ispettorato ripartimentale delle foreste di Palermo non risultano danni a colture, strutture o animali. Gli interventi effettuati hanno riguardato nella quasi totalità terreni incolti improduttivi o incendi di interfaccia e, solo in due casi, le fiamme hanno interessato pineta e macchia mediterranea”. Lo chiarisce il dirigente generale del Corpo forestale della Regione Siciliana, Dorotea Di Trapani, in merito alle notizie pubblicate oggi pomeriggio sui roghi nel Palermitano.

In particolare, l’autobotte della postazione Mandarini, nelle Petralie, è in manutenzione e si attende arrivo del pezzo di ricambio. “Per completezza d’informazione, va detto che nell’inverno scorso in Sicilia abbiamo reso operativi 84 nuovi mezzi distribuiti ai direttori delle operazioni di spegnimento per rafforzare l’antincendio boschivo – aggiunge il comandante del Corpo forestale – e abbiamo aggiudicato e sottoscritto contratti per la fornitura, sia di 90 mezzi pesanti tipo autobotte di 3 mila e 4 mila litri, sia di altri 210 pick-up che entreranno in produzione e saranno forniti alle squadre Aib. Ci troviamo nel pieno della campagna antincendio con uno sforzo da parte di tutti, personale in divisa e operatori. Sarebbe auspicabile evitare di diffondere allarmismi immotivati”.

Cgil, incendi, la provincia di Palermo brucia: agricoltura in ginocchio e boschi devastati.

La provincia di Palermo è nuovamente stretta nella morsa dei roghi, con decine di ettari di patrimonio boschivo, pascoli e colture andati in fumo nelle ultime ore. La Segreteria provinciale della FLAI CGIL Palermo esprime profonda preoccupazione e totale solidarietà alle operaie e operai forestali in prima linea, ma anche e soprattutto ai produttori e agli allevatori del territorio palermitano, che stanno vedendo andare in cenere i sacrifici di una vita. I danni al comparto agroalimentare e zootecnico sono già incalcolabili: strutture distrutte, fieno bruciato e animali uccisi o rimasti senza sostentamento.
Tuttavia, la FLAI CGIL, pur apprezzando i vari interventi fatti per rendere più funzionale la macchina dell’antincendio boschivo, solleva una forte denuncia sulla gestione della campagna Antincendio Boschivo (AIB): non è più tollerabile che l’eroismo dei lavoratori debba supplire alle gravi carenze strutturali della Regione Siciliana.
“Ci troviamo di fronte alla solita cronaca di un’emergenza annunciata – dichiara la Segreteria della FLAI CGIL Palermo – Le operaie e gli operai forestali vengono mandati a contrastare fronti di fuoco sempre più aggressivi con mezzi AIB vecchi, spesso privi della necessaria manutenzione ordinaria o del tutto insufficienti. Registriamo quotidianamente guasti alle autobotti e ritardi nelle riparazioni, dinamiche che rallentano gli interventi e mettono a serio rischio la sicurezza e la dignità stessa dei lavoratori sul campo.”
Il sindacato sottolinea come i cambiamenti climatici impongano una strategia di prevenzione radicalmente diversa da quella attuale. Programmare la macchina antincendio basandosi soltanto sui sacrifici del personale forestale, della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco non è più una strada percorribile.
Aggiunge la segretaria della Flai Cgil Palermo: «L’efficienza non va solo dichiarata, ma dimostrata nei fatti. Non ci servono i proclami sulla carta o i bilanci delle risorse teoriche quando poi, sul campo, le squadre si trovano a operare con mezzi vecchi e non funzionanti. Servono atti concreti e immediati, perché ogni minuto di ritardo provocato da un’autobotte guasta significa un ettaro di terra, di bosco in meno e un’azienda che chiude».
“Ci troviamo di fronte alla solita cronaca di un’emergenza annunciata – dichiara la Segreteria della FLAI CGIL Palermo – Le operaie e gli operai forestali vengono mandati a contrastare fronti di fuoco sempre più aggressivi con mezzi AIB vecchi, spesso privi della necessaria manutenzione ordinaria o del tutto insufficienti. Registriamo quotidianamente guasti alle autobotti e ritardi nelle riparazioni, dinamiche che rallentano gli interventi e mettono a serio rischio la sicurezza e la dignità stessa dei lavoratori sul campo. Ne fa esempio su tutte l’autobotte della postazione Mandarini, nelle Petralie, non ancora rientrata dalla manutenzione dopo parecchi giorni”.

Le testimonianze da Valledolmo

Oggi Valledolmo è avvolta dal fumo e dalla paura. Un incendio di vaste proporzioni ha circondato il nostro paese, lasciando dietro di sé uno scenario che spezza il cuore: alberi distrutti, terreni coltivati ridotti in cenere, animali morti e un patrimonio naturale che apparteneva a tutti noi devastato in poche ore.
Non bruciano soltanto alberi. Bruciano anni di sacrifici, il lavoro di tante famiglie, la bellezza del nostro paesaggio e una parte della nostra identità. Ci vorranno decenni perché la natura possa restituirci ciò che oggi abbiamo perso.
In queste ore difficili il nostro pensiero va a chi ha visto andare in fumo il frutto del proprio lavoro, a chi ha vissuto momenti di paura e a chi, senza risparmiarsi, ha combattuto le fiamme per difendere vite umane e il territorio. Grazie ai Vigili del Fuoco, alla Protezione Civile, alle squadre forestali, alle Forze dell’Ordine, ai volontari e a tutti i cittadini che hanno dimostrato coraggio, senso del dovere e amore per la propria terra.
Adesso sarà fondamentale accertare con chiarezza le cause di questo disastro. Se dovessero emergere responsabilità umane, sarà necessario che chi ha causato tutto questo ne risponda fino in fondo. Perché distruggere le coltivazioni significa togliere ossigeno al futuro, colpire l’ambiente, l’agricoltura, l’economia e la speranza di un’intera comunità.

Il mio Paese Valledolmo  avvolto dal fumo. In fumo, in queste ore, sono andati i sacrifici ed il sudore di chi, senza distinzione di festivi, caldo, freddo, ogni santo giorno garantisce l’economia e la sopravvivenza di una piccola comunità.
Piccola comunità provata da un grave isolamento in termini di viabilità e salute dalla quale è più facile andare via che restare. Io per prima.
Ettari, raccolti, bestiame. Danni ingenti. In termini economici e umani. Si rialzerà Valledolmo e la sua gente. Come ha sempre fatto.
Con la stessa dignità del sudore sulla fronte. Con la stessa dignità dei sorrisi della sua gente che ti fanno subito sentire a casa e che accolgono.
È necessario accertare le responsabilità fino in fondo e qualora si accerti responsabilità umana occorre andare fino in fondo.
Senza guardare in faccia nessuno. Hanno fatto male alla nostra Terra. Alla nostra casa. Ai sacrifici, al presente e al futuro delle famiglie.