Questa mattina dalle 9 alle 13 i lavoratori del teatro Massimo Bellini di Catania faranno un flah mob sotto la statua del compositore catanese in piazza Stesicoro.

Particolarmente delicata è la situazione dei lavoratori del prestigioso teatro catanese che chiedono rassicurazioni sul loro futuro.
Nel tempo, sono state numerose le azioni di protesta messe in atto, come assemblee permanenti e occupazioni.

Due giorni fa la vertenza del Teatro Bellini è diventata nazionale: La Uilcom ha chiesto l’intervento del ministero dei Beni culturali.

“Catania non si piega e non si spezza. Il Teatro Bellini deve esistere e continuare a produrre cultura, senza se e senza ma. Questa è la battaglia dell’orgoglio e dell’identità cittadina, ma è anche una vertenza di rilievo nazionale. Per questo, facciamo nostra e rilanciamo la nota forte e autorevole che è stata diffusa dal segretario generale della Uilcom, Salvo Uglialoro, e da Giovanni Di Cola, segretario nazionale Uilcom con delega al settore”.

Lo affermano Enza Meli e Gaetano Cristaldi, segretari generali di Uil e Uilcom Catania, insieme con il segretario generale aggiunto della Uilcom etnea, Salvo Orlando, e il segretario territoriale Mauro Cossu, condividendo la “grande preoccupazione e dolore per il Teatro Bellini” espressa dai vertici della Uilcom italiana con Salvo Uglialoro e Giovanni Di Cola, che hanno manifestato “solidarietà ai lavoratori coinvolti” nella vertenza.

Uglialoro e Di Cola dichiarano in un comunicato che “l’assenza di una soluzione che garantisca i fondi necessari a tenere in vita un teatro storico, l’azzeramento dei contributi regionali, dovuto alla mancata approvazione della finanziaria regionale, non può essere accettabile da parte dei lavoratori e dei cittadini, non solo catanesi”.

“Non può essere accettabile – aggiungono – che nel nostro Paese si spengano le luci di un luogo che rappresenta la cultura e l’identità, un patrimonio del territorio; tanto meno che dei lavoratori rischino di perdere la propria occupazione (ai precari del teatro è già accaduto, nonostante precedenti rassicurazioni) per un “intoppo” istituzionale. Le organizzazioni sindacali territoriali e i lavoratori del “Bellini” hanno cercato un’interlocuzione con tutte le istituzioni politiche, dal Comune alla Regione, hanno chiesto più volte l’apertura di tavoli di confronto, senza un esito concreto. La Uilcom nazionale richiama le istituzioni competenti compreso il Ministero dei Beni culturali e le istituzioni nazionali, quali garanti dell’art. 9 della Costituzione che promuove lo sviluppo della cultura e tutela il patrimonio storico e artistico della Nazione, alle proprie responsabilità, per evitare la chiusura di un luogo di cultura, di storia e di lavoro quale il Teatro Bellini”.