Il futuro dello stabilimento farmaceutico Pfizer di Catania e dei lavoratori precari in somministrazione è stato al centro di un confronto tra azienda e sindacati alla luce delle preoccupazioni espresse dai lavoratori che lo scorso 23 e 24 novembre avevano messo in atto uno sciopero.

E’ bene ricordare che sono circa 200 i lavoratori in somministrazione all’interno dello stabilimento che rischiano di ritrovarsi da qui a breve fuori da Pfizer, pur avendo, per diversi anni lavorato all’interno dell’azienda.

“Per Uil, Uiltec e Uiltemp è doveroso garantire presente e futuro ai lavoratori e al sito catanese di Pfizer-Wyeth Lederle. Riteniamo che non solo il sindacato unitario assieme a noi ma anche azienda e organizzazioni datoriali, oltre alle istituzioni politiche, avvertano lo stesso bisogno. Ecco perché oggi, dopo esserci confrontati con il management dello stabilimento etneo e con i rappresentanti di Confindustria, avvertiamo la necessità di manifestare la nostra preoccupazione sul mantenimento dei livelli produttivi e occupazionali di questa realtà. Vogliamo dialogare con trasparenza e lungimiranza per salvaguardare il sito catanese della multinazionale del farmaco, quindi il patrimonio umano e professionale rappresentato dai suoi lavoratori diretti e precari. Chiediamo che con trasparenza e lungimiranza Pfizer-Wyeth Lederle indichi, ora, prospettive e piano di investimenti per lo stabilimento che era e resta strategico sui mercati mondiali in considerazione della centralità di Catania nell’area mediterranea”. Lo affermano i segretari generali di Uil e Uiltec Catania, Enza Meli e Alfio Avellino. Alla riunione di ieri hanno partecipato Mimmo D’Antone, componente della Segreteria provinciale Uiltec, e i rappresentanti sindacali aziendali-Rsu Uiltec Ornella Greco, Marco Puliafito ed Alessandro Sanfilippo.

Nei giorni scorsi “allarme per lo stato della vertenza” era stata espressa anche da Giancarlo Mattone, componente della segreteria nazionale Uiltemp, l’organizzazione Uil dei lavoratori temporanei che aveva promosso insieme con Felsa Cisl e Nidil Cgil uno sciopero del personale precario in somministrazione dall’agenzia Randstad alla Pfizer di Catania.

Enza Meli e Alfio Avellino aggiungono: “Nel corso del confronto con i vertici catanesi di Pfizer-Wyeth Lederle abbiamo presentato criticità e proposte per garantire e rilanciare il sito catanese, ma solo dopo avere ribadito la nostra esigenza di tutelare i lavoratori e le loro famiglie dinanzi alla seconda ondata della pandemia da Covid che sta investendo la Sicilia e soprattutto Catania. Oggi, mentre il nostro territorio è letteralmente sotto l’assedio del virus anche se molti per strada sembrano non rendersene conto, abbiamo sollecitato l’intensificazione delle misure di sicurezza in fabbrica e la loro applicazione in assoluta uniformità di trattamento”. “In merito a presente e futuro del sito – dichiarano i segretari di Uil e Uiltec – abbiamo ricordato la condizione di incertezza del personale precario, che pure è ormai indispensabile in molti reparti, e i timori crescenti degli stessi lavoratori diretti per la riduzione di alcune produzioni già tra la primavera e l’estate del prossimo anno. Sappiamo che Pfizer-Wyeth Lederle sta aprendo uno stabilimento in Cina, attualmente rifornita in modo significativo da farmaci confezionati a Catania. Questo, però, non ci fa rinunciare e anzi rafforza la nostra richiesta di confronto sui programmi aziendali relativi a una realtà che può e deve crescere purché si voglia investire su di essa nel riconoscimento, vogliamo ribadirlo, della sua centralità strategica nell’area Mediterranea”.

Enza Meli e Alfio Avellino concludono: “Noi siamo pronti, come sempre, a fare la nostra parte. Uil e Uiltec insieme con Uiltemp sono disponibili a discutere di ogni soluzione praticabile per assicurare continuità e rilancio a Wyeth Lederle-Pfizer Catania. Ora, però, diteci francamente cosa volete fare e cosa c’è da fare!”.

Articoli correlati