Via Macello vecchio prima e via Macello vecchio dopo. Basta accostare due fotografie per capire la differenza per guardare con fiducia ai lavorio in corso in Fondo Basile.  C’è un’intera area di Messina che, dopo, l’addio alle baracche, sta cambiando volto.  “Oggi celebriamo una giornata importante dove la rigenerazione urbana la fa da padrona. Ho ribadito il mio impegno e quello dell’intero governo perché non ci si fermi con un’attività di risanamento che sta funzionando. Questa iniziativa deve essere portata a conclusione”. Lo ha dichiarato Renato Schifani, presidente della Regione Siciliana e commissario straordinario per il risanamento di Messina, durante una serie di sopralluoghi operativi nelle aree simbolo della rinascita della città dello Stretto.

La giornata ha vissuto un momento formale di grande impatto con la consegna al Comune dell’area riqualificata di via Macello Vecchio, un tempo sede di una delle baraccopoli storiche. All’evento erano presenti le massime autorità locali e regionali: il sindaco di Messina Federico Basile, il prefetto Cosima Di Stani, l’assessore regionale al Turismo Elvira Amata, il sub-commissario Santi Trovato e il presidente dell’Arisme Massimo Rizzo.

“Il risanamento è il frutto di sinergie tra le istituzioni – ha sottolineato il governatore –. Ho sempre creduto nei valori costituzionali che prevedono il dovere di collaborazione tra enti dello Stato, anche se di vario livello, e oggi ne abbiamo una dimostrazione. Qui abbiamo voluto dare il segno della presenza delle istituzioni ai cittadini messinesi”.

Sul fronte finanziario, Schifani ha tracciato la rotta per non far spegnere i motori della macchina commissariale: “La Regione ha previsto 40 milioni nel fondo complementare e auspichiamo che arrivino altre risorse dal Fondo per lo sviluppo e la coesione nazionale. Su questo fronte ci sono interlocuzioni continue con il sottosegretario Matilde Siracusano”.

Via Macello Vecchio: Da baraccopoli a percorso verde panoramico

L’intervento in via Macello Vecchio rappresenta un profondo cambio di volto per una delle zone più belle e panoramiche della città, estesa su 2.900 metri quadrati. Con un investimento complessivo di 1.735.960,06 euro, i lavori hanno permesso di cancellare il degrado avviato nel 2022 con la demolizione di 15 baracche, costruite letteralmente a ridosso delle storiche mura di Carlo V e dell’Arco di Cristo Re.

Oggi l’area si presenta trasformata in un percorso pedonale immerso in aree verdi “rain garden” (giardini della pioggia), che conduce davanti all’ex chiesa del Buon Pastore, struttura destinata a ospitare eventi culturali e sociali. Per siglare questa rinascita, il commissario straordinario ha apposto una targa commemorativa sul posto.

Fondo Basile: Un cantiere pilota in Italia contro i veleni del passato

Successivamente, il presidente Schifani si è recato nel quartiere Giostra, a Fondo Basile, un’area di 5 mila metri quadrati dove un tempo vivevano circa 50 nuclei familiari in condizioni di precarietà estrema. Se le prime demolizioni risalgono addirittura al 26 marzo 2009, è nel 2022 che è scattata la complessa operazione di bonifica del terreno, all’interno del quale erano stati rinvenuti pericolosi agenti inquinanti come piombo, zinco, idrocarburi pesanti, mercurio e, in misura minore, rame e arsenico.

In questa ex discarica abusiva, la Struttura Commissariale – insieme a Invitalia in qualità di soggetto attuatore – sta portando avanti un progetto considerato un modello pilota in Italia. “L’opera di risanamento segue anche un percorso attento alla sostenibilità ambientale – ha aggiunto Schifani –. Il complesso residenziale di Fondo Basile prevede edifici ecocompatibili realizzati con una tecnologia innovativa, che per la prima volta in Italia viene utilizzata nell’edilizia residenziale pubblica applicata al risanamento”.

Il progetto si distingue anche sul piano ingegneristico per l’applicazione del Bim (Building Information Modeling), la digitalizzazione dell’intero ciclo di vita delle opere pubbliche. Il nuovo complesso da 12.300.463,69 euro (consegnato il 24 novembre 2025 e con fine lavori prevista nel febbraio 2027) sarà composto da tre corpi indipendenti di 4 piani fuori terra ciascuno, con i massimi standard di sicurezza sismica e risparmio energetico. Ospiterà 60 alloggi di diversa ampiezza (45, 75 e 95 metri quadrati), completi di spazi esterni e posti auto.

La visita del governatore si è infine conclusa con un ulteriore sopralluogo ispettivo nell’area di Salita Tremonti e dell’ex lavatoio, prossimi obiettivi della mappa del risanamento messinese.