L’aula del Senato ha di fatto accolto la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini per il caso Gregoretti, bocciando l’ordine del giorno presentato da Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Il documento chiedeva di dire ‘no’ al processo all’ex ministro dell’Interno e quindi di ribaltare il voto della Giunta delle immunità il 20 gennaio scorso. La Lega non ha partecipato al voto uscendo dall’Aula.

Salvini è accusato di sequestro di persona aggravato per aver impedito per più di tre giorni lo sbarco di 131 persone tratte in salvo nel Mediterraneo centrale dalla nave della Marina militare Gregoretti.

“Lo sapevo. Sono assolutamente tranquillo e orgoglioso di quello che ho fatto. E lo rifarò appena tornato al governo. Come è stato difendersi in Senato? Surreale. Ho giurato sulla Costituzione, che prevede che difendere la patria è dovere di ogni cittadino. Io ho difeso l’Italia”. Così Matteo Salvini dopo il voto che sottolinea di avere “piena fiducia nella magistratura.

“La difesa della patria è un sacro dovere, ritengo di aver difeso la mia patria, non chiedo un premio per questo ma se ci deve essere un processo che ci sia. In quell’aula non andrò a difendermi ma a rivendicare quello che, non da solo, ma collegialmente abbiamo fatto”. Così il leader della Lega Matteo Salvini aveva detto prima del voto nell’aula del Senato

“Questa politica migratoria di rigore ha salvato migliaia di vite umane: la strategia del buonismo e dei porti aperti han portato a 15mila cadaveri in diversi anni – ha aggiunto -. Chiariamo una volta per tutti davanti al giudici se ho fatto il mio dovere o sono un sequestratore”. “Ma sarei uno strano sequestratore visto che sono stato io ad andare a salvare queste persone in acque maltesi. Anche Lamorgese ha protratto di uno, due, diversi giorni alcuni sbarchi in attesa delle redistribuzioni”. “So che chiedendo ai miei senatori di non opporsi al processo, faccio anche una forzatura della verità storica. Voglio che qualcuno metta la parola fine a questo dibattito surreale”.

“C’è bisogno di una cavia? Eccomi. L’unica mia preoccupazione non è per me, mi spiace per i miei figli che domani leggeranno sul giornale…”. Proprio su quest’ultimo punto c’è stata la risposta del M5S: “Salvini vada dai giudici non come una vittima ma a rispondere del proprio operato. Ricordi che la Giustizia è amministrata in nome del popolo italiano”. sottolinea Gianluca Perilli di M5S in dichiarazione di voto. “E’ Salvini – ribadisce – ad avere avuto in questa vicenda un atteggiamento da azzeccagarbugli. E poi i miei figli non li tiro in ballo per questioni di politica. Mio figlio sta a casa sua e basta. La verità è che Salvini cerca l’ombrello del presidente del Consiglio. Alla faccia del coraggio. Tutto è stato usato per propaganda politica”, conclude.

E da Bruxelles interviene anche il Presidente della Regione siciliana Nello Musumeci per dire la sua “Lo dico da una sede europea: condivido la piena fiducia nella magistratura espressa da Matteo Salvini, che saprà dimostrare la correttezza del proprio comportamento. La stessa fiducia vorrei poter avere nella Unione Europea che ad oggi ha lasciato l’Italia quasi da sola a presidiare il tormentato confine siciliano. Su di noi grava, infatti, essere “la porta” dell’Europa e ci attendiamo sforzi e sostegno maggiori” dice Musumeci, a margine dei lavori, a Bruxelles, del Comitato delle Regioni.