Il nuovo governo Conte sarebbe pronto ad introdurre altri strumenti, oltre al Reddito di cittadinanza, “a favore delle famiglie con redditi bassi e medi”. Allo studio dell’esecutivo ci sarebbe una sorta di “assegno unico” in cui riassorbire diversi sussidi e agevolazioni dedicate ai nuclei familiari che, al momento, appaiono essere frastagliati e a volte incongruenti.

Sia il Partito democratico sia i 5 Stelle hanno spesso espresso la loro volontà di rafforzare gli strumenti a sostegno delle famiglie e anche Giuseppe Conte durante il discorso pronunciato alla Camera in occasione della fiducia al suo secondo esecutivo, aveva indicato come prioritari provvedimenti a favore delle famiglie con reddito basso.

Il Pd aveva anche presentato qualche mese fa una proposta tesa a “riordinare e potenziare le misure di sostegno economico per i figli a carico e a favorire la fruizione di servizi a sostegno della genitorialita”. L’idea sarebbe quella di prevedere un assegno di 240 euro al mese per ogni figlio a carico fino al compimento del 18esimo anno di età che scenderebbe ad 80 per ciascun figlio tra 18 e i 26 anni.

L’introduzione dell’assegno unico, secondo quanto scritto dal Corriere della Sera, eliminerebbe “tutti gli strumenti, deboli e parziali, che oggi esistono a sostegno delle famiglie con figli. A partire dagli assegni familiari, che si trasformano in una piccola detrazione in busta paga”.

L’introduzione del nuovo strumento, che non si sostituisce al Reddito di cittadinanza, dovrebbe avvenire per gradi, a cominciare dal 2020, partendo dai nuclei familiari in cui i due genitori non hanno un lavoro e guadagnano meno di 8mila euro l’anno per poi essere esteso ad altri potenziali beneficiari.