C’è una Sicilia che fatica a tenere il passo del resto del Paese e una Sicilia che invece dimostra una sorprendente capacità di crescita. È il quadro che emerge dal report “Le province dove si fa più impresa” elaborato dall’Area Studi e Ricerche della Cna (la Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa), che analizza la distribuzione delle 4,75 milioni di imprese attive in Italia e misura la propensione imprenditoriale dei territori in base al numero di aziende ogni mille abitanti. Se la classifica nazionale vede dominare Prato, Milano e Rimini, l’Isola occupa purtroppo alcune delle ultime posizioni per densità imprenditoriale. Enna è la seconda provincia italiana con il dato più basso, con appena 55,9 imprese ogni mille abitanti. Peggio fa soltanto il Sud Sardegna. Subito dopo si collocano Caltanissetta con 56,5 imprese e Agrigento con 58,4. Anche Siracusa compare nella parte più bassa della graduatoria nazionale con 58,9 imprese ogni mille residenti, mentre Palermo si ferma a 59,6, un dato nettamente inferiore alla media italiana, pari a 80,6 imprese ogni mille abitanti.
Il divario con il centro-nord
L’analisi della CNA conferma un trend ormai consolidato. Le province con la maggiore propensione a fare impresa si concentrano quasi esclusivamente nel centro-nord, con Toscana, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Marche ai vertici della graduatoria.
Prato guida la classifica nazionale con 112,4 imprese ogni mille abitanti, davanti a Milano (110,6) e Rimini (105,5). Numeri che evidenziano una distanza significativa dalle province siciliane, molte delle quali si trovano ben al di sotto della media nazionale.
Secondo gli analisti della Cna, a incidere sono molteplici fattori: dalla presenza di distretti produttivi consolidati alla disponibilità di infrastrutture moderne, passando per l’accesso al credito, i collegamenti logistici e l’efficienza burocratica. Elementi che continuano a rappresentare una sfida per ampie aree del Mezzogiorno.
La riscossa siciliana: cresce il numero delle imprese
Se però la fotografia attuale non sorride all’Isola, lo scenario cambia osservando l’evoluzione degli ultimi dieci anni. Tra il 2014 e il 2024 alcune province siciliane figurano infatti tra quelle che hanno registrato gli incrementi più consistenti del numero di imprese in Italia. A distinguersi è soprattutto Ragusa, che segna un aumento del 16,5%, risultando quinta a livello nazionale tra le province più dinamiche.
Subito dietro si collocano Palermo, con una crescita del 16,4%, e Catania, che registra un incremento del 16,2%. Cresce anche Siracusa (+15,8%), confermando come una parte significativa del tessuto produttivo siciliano abbia saputo reagire alle difficoltà e ampliare la propria base imprenditoriale. Si tratta di percentuali superiori alla crescita media nazionale, che nello stesso periodo si è attestata all’8,9%.
Ragusa tra i territori leader per occupazione
Ancora più significativo il dato relativo all’occupazione. Ragusa compare infatti tra le cinque province italiane che hanno fatto registrare l’incremento più elevato degli addetti tra il 2014 e il 2024. Nella provincia iblea gli occupati sono aumentati del 33,1%, un risultato che colloca il territorio siciliano accanto a realtà particolarmente dinamiche come Milano, Caserta, Napoli e Bolzano. Un segnale che indica non soltanto la nascita di nuove imprese, ma anche una maggiore capacità delle aziende di generare posti di lavoro e consolidarsi sul mercato.
Una sfida ancora aperta
Il report Cna restituisce quindi un’immagine a due velocità della Sicilia. Da un lato persistono difficoltà strutturali che mantengono diverse province dell’Isola ai margini della classifica nazionale della propensione imprenditoriale. Dall’altro emergono segnali incoraggianti sul fronte della crescita delle imprese e dell’occupazione, con alcune realtà territoriali che mostrano una capacità di sviluppo superiore alla media italiana. La sfida resta quella di trasformare questi segnali positivi in un percorso stabile e diffuso, riducendo il divario con le aree più competitive del Paese e creando condizioni favorevoli alla nascita e alla crescita delle imprese in tutto il territorio siciliano.



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