Cantieri e viabilità: un rapporto difficile quello vissuto a Palermo negli ultimi anni. A dimostrarlo, laddove ce ne fosse bisogno, i disagi vissuti dai cittadini con riguardo ai lavori condotti in viale Regione Siciliana. Fatto che fa preoccupare parecchio in vista degli interventi da condurre sul ponte Oreto. Struttura che attende, ormai da oltre tredici anni, dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria. Opere che comporteranno, a partire dalla prossima estate, possibili limitazioni al traffico. Il Comune punta ad evitare comunque la chiusura totale della struttura di raccordo, ma non è un’ipotesi da scartare. La questione si dipanerà in estate, anche se comunque si potrebbe procedere ad una limitazione di carreggiata. Un elemento che potrebbe comportare disagi alla viabilità durante i lavori. Fatto per il quale è stata ripresa l’ipotesi, avanzata già lo scorso anno, di un raddoppio del ponte Bailey.

La proposta: raddoppiare il ponte Bailey

La proposta arriva dal capogruppo del M5S Antonino Randazzo. “Chiediamo all’Amministrazione di individuare soluzioni per ridurre eventuali disagi che scaturiranno dall’avvio del cantiere in via Oreto.  È prioritario intanto garantire la buona efficienza del Ponte Bailey, alla Guadagna con una manutenzione costante. E ho chiesto agli assessori Maurizio Carta e Totò Orlando di valutare anche temporaneamente l’installazione di un secondo Ponte Bailey nella stessa via per consentire il doppio senso di marcia”. Da capire però i tempi di una simile operazione, anche alla luce di quella che sarà la durata complessiva del cantiere. Il fatto però rimane. Il fiume Oreto rappresenta una “frattura” che divide in due la città. Sono cinque, in totale, i ponti che sovrastano il corso d’acqua. E quattro di essi, purtroppo, vivono sotto uno stretto regime di limitazioni alla viabilità (ponte a Mare, ponte Oreto, ponte Bailey e ponte Corleone, sul quale si sta mettendo in campo la prima tranche di lavori di manutenzione).

Un sopralluogo sul Bailey già c’è stato

Una richiesta che poggia le sue fondamenta su un precedente sopralluogo svolto dalla IV Commissione consiliare a marzo 2022. Sulla questione, un gruppo di cittadini aveva avviato, qualche settimana prima, una petizione popolare al fine di richiedere l’edificazione di un’altra struttura militare sul fiume Oreto. A dare il primo benestare all’opera fu il dirigente dell’Ufficio Mobilità Sergio Maneri. “Per quanto di competenza, questo ufficio esprime parere favorevole ad un eventuale ampliamento del ponte Bailey con senso di marcia opposto a quello attuale. Ciò al fine di migliorare la viabilità in zona Oreto”.

Vista la natura della struttura militare, sulla stessa vigono limiti stringenti. Punta di velocità fissata a 30 km/h, limite di peso fissato a 4 tonnellate (solo mezza in più rispetto all’Oreto), e con un obbligo di evitare brusche frenate o accelerate. Ciò per non stimolare eccessivamente i giunti. Se le restrizioni sono decisamente ferree, l’importanza di questo ponte è altrettanto capitale. Questo nell’economia di garantire i collegamenti fra l’area della Guadagna e il quartiere Oreto-Stazione. Una struttura che, però, presenta alcuni problemi. A cominciare dal manto stradale, già segnato dall’enorme afflusso di mezzi. Macchine che, molto spesso procedono in senso opposto di marcia, paralizzando il traffico e costringendo i malcapitati ad andare a marcia indietro per uscire dall’impasse. Fatto, quest’ultimo, immortalato nella nostra live del 22 marzo.

Gara conclusa per il ponte Oreto, inizio lavori in estate

Al di là delle soluzioni che verranno intraprese per risolvere i possibili ma comunque futuri problemi alla viabilità, il dato che rimane è che la prima tranche dei lavori sul viadotto di via Oreto è stata già assegnata l’8 febbraio dall’Urega. Ad aggiudicarsi la gara è la Cantiere Edili di Favara, i cui operai saranno chiamati a rimettere in sesto la struttura di collegamento della III Circoscrizione. Opere rientranti all’interno di un accordo quadro suddiviso in due tranche. La prima, appunto, dal valore di 3,6 milioni di euro, sarà quella più corposa e dovrebbe partire ad inizio estate. Per completare i lavori serviranno ulteriori risorse. Il costo complessivo delle opere si aggira infatti intorno ai 6,2 milioni di euro.

Interventi che riguarderanno il risanamento e la ristrutturazione funzionale del ponte Oreto e già inseriti nel piano triennale 22-24 approvato a dicembre dal Consiglio Comunale. Pur tuttavia, i lavori non inizieranno subito. L’Urega dovrà completare i controlli di rito necessari a dare il via libera definitivo. Secondo le ipotesi più accreditate, l’inizio degli interventi dovrebbe essere fissato per l’estate. Inizio lavori che sbloccherebbe uno stallo che perdura da tredici anni e che ha comportato grossi disagi alla viabilità.

Le attuali limitazioni al traffico

Ritardi che hanno causato, come sopra ricordato, l’emanazione di un’ordinanza ad hoc per limitare il traffico sulla struttura. Regole messe nero su bianco nell’ordinanza del 4 aprile 2021 firmata dall’ingegnere Tonino Martelli. Il tecnico ha imposto “dove non sia ritenuta possibile la chiusura totale della struttura, quantomeno la inibizione dei passaggi pedonali (marciapiedi) e la limitazione del traffico al solo transito di veicoli leggeri, con esclusione degli autocarri (con peso superiore a 35 quintali), o altra misura ritenuta idonea”.

Un limite di peso che, di fatto, taglia fuori tutti i mezzi pesanti, anche quelli pubblici. L’autobus più piccolo, in forza ad Amat, pesa intorno a 65 quintali. Una cifra ben superiore rispetto al limite fissato dal tecnico dell’Amministrazione Comunale. Ciò ha costretto Amat ad un cambio di itinerario, facendo rientrare i mezzi in via Oreto addirittura all’incrocio con via Buonriposo.

Lo stato di degrado del ponte Oreto

Lo stato in cui versa il ponte Oreto è già noto da tempo. La struttura necessita una manutenzione ordinaria e straordinaria già da un paio di decenni. Situazione evidenziata anche in un atto dell’Ufficio Città Storica dell’aprile 2021. Documento nel quale il Rup Tonino Martelli esplicava una “sommaria contezza delle condizioni di degrado e ammaloramento delle strutture dell’opera, immediatamente visibili alla semplice ricognizione esterna”.

A tal proposito, il funzionario tecnico chiedeva “con massima urgenza, ogni utile iniziativa o provvedimento per l’esecuzione immediata degli interventi urgentissimi di manutenzione straordinaria”. Lavori “assolutamente necessari per la riparazione e ricostituzione della funzionalità originaria delle componenti strutturali e delle opere accessorie, impiantistiche e funzionali. Ciò in modo da evitare l’ulteriore deperimento delle strutture che potrebbe, realisticamente, compromettere la stabilità dell’opera”.

Interventi di una certa caratura, necessari a mantenere le regolare funzionalità della struttura. Tra questi, il Rup chiedeva “il risanamento di tutte le strutture in cemento armato ammalorate; l’impermeabilizzazione dell’impalcato; la fornitura e posa in opera di giunti di dilatazione tra i corpi a contatto; il rifacimento impianto di smaltimento delle acque meteoriche; il risanamento dei parapetti”.

Inoltre, l’Ufficio Città Storica sottolineava la necessità di una “riduzione al minimo possibile, nelle more di eseguire gli interventi di riparazione, dei pericoli per la pubblica incolumità (sia per l’utenza pedonale e veicolare che attraverso il Ponte Oreto, che per l’utenza della sottostante via Emanuele Paternò)”. Allerta derivante “dal rischio di cedimenti, anche localizzati, delle strutture del Ponte e/o di parti anche non strutturali dello stesso”. Ciò attraverso “la chiusura totale della struttura o quantomeno l’inibizione dei passaggi pedonali e la limitazione del traffico al solo transito di veicoli leggeri“.

 

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