Il futuro dei 570 lavoratori di Almaviva è sempre più a rischio. A mettere in pericolo la continuità professionale dell’azienda è la decisione di Ita di affidare il proprio servizio clienti al gruppo Covisian. Ciò, secondo il mondo politico siciliano, non facendo menzione alle norme di salvaguardia occupazionale previste per legge.

Un concetto sostenuto a gran voce dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando e dall’assessore al Lavoro Giovanna Marano. Gli esponenti della Giunta del capoluogo siciliano rivolgono un appello diretto al ministro del Lavoro Andrea Orlando. “Stupisce che Ita, nei comunicati ufficiali per annunciare oggi pomeriggio il nuovo fornitore del servizio per la gestione dell’assistenza clienti, non abbia fatto cenno alle salvaguardie occupazionali previste dalla nostra legislazione”.

“Siamo desiderosi di capire se la professionalità finora garantita dalle centinaia di lavoratrici e lavoratori Almaviva di Palermo venga contrapposta a quella del personale di Alitalia in amministrazione straordinaria. Chiediamo al ministro del Lavoro, Andrea Orlando, di prendere in mano questa grave e delicatissima situazione. Gli chiediamo che sia prioritariamente esercitata la clausola di salvaguardia occupazionale”.

“Attivare le clausole di salvaguardia”

Un appello condiviso a livello trasversale da diverse compagini politiche e a qualunque livello gerarchico. Fra gli esponenti che si sono espressi vi è il leader del movimento “I Cento Passi” Claudio Fava. “Nell’indifferenza generale, oltre 500 posti di lavoro sono a fortissimo rischio. Si tratta dei lavoratori Almaviva che fornivano il servizio clienti per Alitalia e su cui non una parola è stata spesa dal nuovo vettore ITA.

Il presidente della Commissione Antimafia rilancia sulla necessità di un impegno istituzionale. “È fondamentale che i Governi nazionale e regionale si attivino immediatamente per il rispetto della clausola sociale e il passaggio nella società vincitrice del servizio di assistenza. Occorre evitare una beffa atroce per i lavoratori e le lavoratrici”. Essi, conclude Fava, “hanno già pagato un prezzo altissimo con continue rinunce e sacrifici, che oggi rischiano di essere dimenticati”.

“Salvare il futuro di 500 lavoratori siciliani”

Richiamo all’interesse istituzionale rilanciato anche dalla compagine della Lega. Concetto ribadito in particolare dalla deputata regionale Marianna Caronia e dal capogruppo al Comune di Palermo Igor Gelarda. “Per la nuova compagnia ITA è un pessimo inizio. A maggior ragione se si pensa che nasce grazie ai fondi stanziati dallo Stato. Non è pensabile che il primo passo della nuova società sia quello di costringere alla disoccupazione 500 lavoratori e lavoratrici palermitani. Per questo chiediamo che il Governo nazionale e quello regionale si attivino subito per l’applicazione delle clausole sociali, previste da una legge nazionale nata proprio a seguito di situazioni analoghe che hanno coinvolto il settore dei call center“.

Sulla stessa linea anche il capogruppo di Italia Viva a Sala delle Lapidi Dario Chinnici. “Pensare di licenziare 500 persone in questo momento storico è pura follia. Se Ita, la nuova compagnia area sorta sulle ceneri di Alitalia, pensa di fare quadrare i conti sulla pelle dei lavoratori di Almaviva, facendo macelleria sociale, sbaglia di grosso. Abbiamo chiesto al governo nazionale di attivarsi immediatamente perché sia scongiurato questo pericolo che sarebbe fatale per Palermo”.

“Inerzia dei ministri Orlando e Giorgetti inaccettabile”

Molto critico il parlamentare pentastellato Adriano Varrica, che chiede già da diverso tempo un tavolo aperto a lavoratori e sindacati. “Da tre settimane, insieme ai lavoratori e ai sindacati, chiediamo la convocazione di un tavolo istituzionale per la delicata gestione della vertenza che riguarda oltre 600 lavoratori che per decenni hanno gestito il call center Alitalia. Nonostante le sollecitazioni e l’interpellanza parlamentare da me depositata a inizio agosto, oggi si apprende dalla stampa che è stato assegnato il servizio di customer care della nuova società ITA alla Covisian. Ciò senza alcun riferimento alla clausola sociale e anzi aprendo a candidature esterne”.

Il rappresentante del Movimento 5 Stelle lamenta un’inerzia ministeriale. “Ad oggi l’inerzia del Ministro del lavoro, Orlando e del Ministero dello sviluppo economico Giorgietti è inaccettabile. Fare un’operazione di questo tipo, in pieno agosto, con una neonata società a completa partecipazione pubblica, senza neanche garantire il confronto e il dialogo con le parti sociali e i lavoratori è di una gravità inaudita. Ci sono in gioco 621 famiglie che tra Palermo e Rende non conoscono il loro destino. Sto contattando ancora una volta tutti i ministeri per una convocazione urgente”.

I sindacati: “Preoccupati per il futuro dei lavoratori”

“Oggi abbiamo appreso che la gestione del servizio clienti di ITA è stata assegnata a Covisian. Nei comunicati ufficiali della nuova azienda di trasporto purtroppo non si fa nessun riferimento al personale che fino ad aggi, per conto di Almavaviva, ha svolto con grande abnegazione e professionalità questo delicato e importante servizio”.

Lo dicono il segretario generale Slc Cgil Palermo Marcello Cardella e il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo. “Permangono e si rafforzano le nostre preoccupazioni per il futuro dei lavoratori di Palermo. Riteniamo pertanto dirimente l’apertura nei prossimi giorni di un tavolo istituzionale, già opportunamente richiesto dalle segreterie nazionali. Un tavolo che deve dare risposte concrete ai lavoratori garantendo loro una continuità occupazionale. ITA è una azienda pubblica e come tale no può sfuggire all’applicazione delle clausole sociali previste per legge e dal contratto nazionale”.

“La decisione di Ita di affidare alla società Covisian il servizio di gestione dell’assistenza clienti rischia di far perdere il posto a 570 lavoratori del call-center di Palermo, 570 famiglie che potrebbero pagare cara questa decisione. Sul caso, che sicuramente muoverà l’attenzione del governo nazionale, dovrebbe subito attivarsi anche il governo regionale, dimostrando di avere a cuore il lavoro dei siciliani in questi mesi già messi duramente alla prova dalla pandemia”. A dirlo è il deputato nazionale del Pd Carmelo Miceli.

 

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