L’impatto della diffusione epidemica sulle organizzazioni sanitarie ha messo in luce inevitabili disfunzioni e discrasie, conseguenza anche di scelte politiche che, di fatto, non hanno promosso efficacemente azioni e strumenti per lo sviluppo e per la tutela della salute dei cittadini. Dinanzi alla generosità con la quale medici e operatori sanitari hanno svolto e stanno svolgendo, con grande competenza e valore il loro dovere, operando in prima linea in condizioni difficili, si coglie ulteriormente la necessità di una profonda revisione del modo di intendere la Sanità”.

Lo scrivono, in una lettera aperta, 100 tra manager della Sanità, docenti universitari e medici.

“Partendo da queste considerazioni – spiegano i promotori – Innovazione per l’Italia, Centro studi sulla Sanità e la Pubblica amministrazione ha promosso la Carta dei 100, un documento di proposte per un nuovo Patto della salute con il paziente siciliano e per la sua presa in carico come scopo primario della riorganizzazione del Servizio Sanitario siciliano”.

La Carta dei 100 si pone l’obiettivo di dar vita a un’attività di programmazione di dibattiti e incontri sulla sanità siciliana, “utili ad accompagnare, approfondire e articolare meglio le sue proposte sulla necessità di una riforma del servizio sanitario, che risolva debolezze e fragilità organizzative e che ricostruisca quel patto di fiducia con le persone, necessario alla realizzazione degli obiettivi di salute come principi fondativi del benessere sociale”.

La Carta dei 100 è aperta alle firme di quanti vogliono sostenerla, inviando una mail di adesione.

“Qualunque proposta – si sottolinea nella nota – deve muovere da un nuovo rapporto con il paziente, che deve risolversi in un vero e proprio patto di cura e di assistenza e della sua presa in carico secondo modalità che forniscano un concreto processo di assistenza, di continuità e di orientamento all’utilizzo del servizio. Elemento cardine di tale patto deve essere la garanzia di accesso ai servizi sanitari secondo logiche di equità, accoglienza, assistenza, informazione e orientamento appropriati e aderenti ai bisogni, lungo tutto l’arco della vita della persona e – conclude la nota – al suo diritto di ricevere una cura personalizzata frutto di un approccio multidisciplinare”.