È morto per annegamento Giuseppe Cappello, l’agente di polizia penitenziaria di 52 anni travolto dal fiume di fango in contrada Stafenna, a Noto, dove ha imperversato il maltempo.

Questo l’esito dell’ispezione cadaverica eseguita dal medico legale, Corrado Crò, su disposizione del sostituto Marco Dragonetti che non ha autorizzato l’autopsia.

Sono abbastanza evidenti le cause del decesso dell’uomo,  sul cui corpo sono emerse ferite provocate dai colpi subiti mentre il suo corpo veniva trascinato dalla corrente d’acqua. Il cadavere è stato rinvenuto a circa 800 metri dalla sua macchina da cui era sceso temendo che potesse rimanere intrappolato. Probabilmente, se fosse rimasto nella sua macchina, una Dacia Sandero, si sarebbe potuto salvare.

In merito al maltempo, la situazione nel capoluogo è decisamente migliorata ma la Protezione civile continua a predicare prudenza. Tante le strade chiuse, tra cui  la Statale 115 all’altezza della rotatoria con il viale dei Lidi; la Provinciale per Ognina-Fontane Bianche nei pressi del Resort Arenella; la Statale 115 in contrada Longarini, all’ingresso nord di Cassibile, dove l’acqua ha cominciato a riversarsi nelle campagne circostanti; la rotatoria sulla Statale 124 all’incrocio con le vie Ascari, Bandini, ragione per cui è impossibile dirigersi verso Tremmilia; la strada Pantanelli che collega via Elorina con la rotatoria sulla Provinciale per Canicattini; il viale Epipoli, prima e dopo la rotatoria con via Guardo.

“Esprimo il mio più profondo cordoglio per la morte di Giuseppe Cappello, agente di polizia penitenziaria, travolto dal nubifragio che si è abbattuto tra Pachino, Noto e Rosolini”. Lo dice il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, che ha fatto pervenire ai familiari delle vittime le sue personali condoglianze e quelle dell’intero Parlamento siciliano.