Le dimissioni di Concetta Carbone dal Consiglio comunale di Siracusa hanno già trovato una soluzione sul piano formale: il seggio è stato assegnato al Nicolò Saetta, primo dei non eletti della lista Francesco Italia che prenderà posto giovedì in occasione della riunione dell’aula.
Resta aperta la questione della vicepresidenza, rimandata alla prossima seduta, che non si assegna per subentro ma per voto dell’aula. Ed è su questo passaggio che si concentra l’attenzione della politica cittadina.
Carbone ha lasciato mentre il suo nome compare nell’inchiesta Nexus, che ipotizza un presunto comitato d’affari per condizionare gli appalti del Comune. Posizioni tutte da verificare nelle sedi giudiziarie ma la poltrona lasciata libera, nel frattempo, va riempita.
L’accordo del 2023
Per capire perché la scelta conta, bisogna tornare al 2023, subito dopo la chiusura delle urne. Il sindaco Italia e il deputato regionale dell’Mpa Giuseppe Carta definirono un’intesa che portò gli autonomisti in maggioranza. L’Mpa ottenne la presidenza del Consiglio, con Alessandro Di Mauro. Le forze a sostegno del sindaco indicarono Carbone, politicamente molto vicina a Italia, come vicepresidente.
Un equilibrio preciso: la presidenza all’alleato, la vicepresidenza a una persona di fiducia del primo cittadino. Con l’uscita di Carbone quell’equilibrio va ridefinito, e la sostituzione diventa un test sui rapporti di forza.
Le ipotesi sul campo
Le strade possibili sono diverse. Il sindaco e i suoi fedelissimi potrebbero puntare su un nome della propria lista, per mantenere il presidio che avevano. Oppure si potrebbe optare per un profilo diverso, anche vicino all’opposizione, in una logica di apertura. Per ora, però, quelli descritti sono scenari. L’unico nome che circola è un altro.
L’indiscrezione su Scimonelli
Secondo fonti vicine alla maggioranza, che chiedono di restare anonime, uno dei candidati sarebbe Ivan Scimonelli, consigliere di Insieme. È la lista vicina a Giovanni Cafeo, ex deputato regionale e oggi esponente di primo piano della Lega, legato all’assessore Sammartino.
Una scelta del genere, che comunque circola con insistenza nelle stanze di Palazzo Vermexio, consoliderebbe l’intesa tra il gruppo di Cafeo e il sindaco, nata con la costituzione della Fondazione Siracusa 2033, creata per sostenere la candidatura della città a capitale europea della cultura. Il Comune ne è socio fondatore pubblico, mentre la presidenza è affidata proprio a Cafeo.
I nodi da sciogliere
Restano da capire alcuni passaggi: quale sarà la posizione dell’Mpa, che con il patto del 2023 aveva costruito il proprio spazio in maggioranza. Gli autonomisti non potranno rivendicare anche la seconda carica avendo in tasca la prima ma essendo la prima forza in aula il loro avallo all’operazione è quasi fondamentale. Certo, Italia, politicamente in difficoltà per il terremoto giudiziario, potrebbe anche pescare nel suo gruppo consiliare e riequilibrare la perdita di Carbone ma la sua pattuglia in aula è stata ampiamente saccheggiata per la composizione della giunta. Quindi, l’ipotesi Insieme con Scimonelli sarebbe la carta migliore ma i conti non sono ancora chiusi.



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