La Polizia di Stato ha scoperto di un vero e proprio arsenale insieme ad alcune dosi di stupefacente all’interno di un magazzino il cui accesso era consentito da una botola.
Le armi, nei prossimi giorni, saranno inviate agli esperti del R.I.S. di Messina per gli esami di tipo balistico finalizzati a stabilirne l’eventuale utilizzo in pregressi episodi criminosi.
Secondo fonti investigative, si tratta del più grosso sequestro di armi degli ultimi 20 anni nel Ragusano. Tutte le pistole e i fucili erano pronti all'uso e perfettamente funzionanti.
La droga (del valore al dettaglio di oltre 200mila euro) e le armi sono state sequestrate mentre l’arrestato, assolte le formalità di rito, è stato trasferito al carcere di Catania Piazza Lanza.
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obbligo di dimora per i quattro uomini che li sfruttavano
I lavoratori erano impegnati anche in attività pericolose per la salute: spargevano diserbanti, insetticidi e altri fitofarmaci altamente nocivi, utilizzando pompe a mano, e costretti a non andare in ospedale.
Nell’ambito dell’attività volta al rintraccio di soggetti destinatari di provvedimenti restrittivi, la Polizia di Stato di Catania ha eseguito ordini di esecuzione per la carcerazione disposti dall’Autorità Giudiziaria.
Numerose le perquisizioni domiciliari scattate in alcune abitazioni che erano state trasformate in piccoli bunker con inferriate, porte blindate e tavole di legno in modo da chiudere l'accesso al piano anche dall'ascensore.
All’interno di uno zainetto, sono stati rinvenuti e sequestrati: una pistola semiautomatica calibro 9x21; due caricatori riforniti; un silenziatore per arma corta; un centinaio di cartucce di vario calibro.
L'operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale antimafia ha portato arresti anche in Calabria e a Parma oltre a Palermo, Trapani, Catania e Ragusa
Oltre al denaro i militari hanno sequestrato due pistole, tra cui una riproduzione di una Beretta calibro 9 semiautomatica trasformata in un'arma perfettamente funzionante ed un revolver giocatolo senza il tappo rosso.
La Polizia di Stato ha arrestato un palermitano di 34 anni accusato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione illecita di munizionamento.
Sono stati trovati dai carabinieri armi e droga nel casolare di campagna dove Vincenzo Greco aveva accudito i suoi animali, poco prima di essere ucciso.
Le armi e le munizioni rinvenute sono state sottoposte a sequestro e l’arrestato è stato posto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, a disposizione della Procura della Repubblica di Patti, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto.
Intercettazioni hanno fatto ricostruire l'intera filiera della produzione di cannabis, evidenziando la competenza degli indagati nelle tecniche della coltivazione su larga scala di marijuana ed il sistema di controllo delle piantagioni.
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trovate armi anche in un parcheggio di nesima superiore
Il 2 ottobre, la Polizia di Stato, nell’ambito di mirati servizi, ha rinvenuto e sequestrato, in due distinti siti, diverse armi, tra cui un micidiale kalashnikov, e migliaia di munizioni.
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Operazione delle squadre mobili di Trapani e Palermo