Il dibattito su quanto accaduto all’Ars, con il governo regionale battuto in aula, e sul pronunciamento della Corte Costituzionale che sancisce l’illegittimità della legge Delrio.
Nasce un asse fra destra e sinistra, governo battuto e voto per le ex province rinviato ma sullo sfondo la battaglia interna al centrodestra sulla ricandidatura di Musumeci che col passare dei giorni sembra più probabile e più forte
I deputati regionali 5 Stelle: “Bisogna restituire prima possibile la voce ai territori e porre fine alla stagione dei commissari". "Definire una soluzione in linea con la recente sentenza della Corte costituzionale”.
Da Totò Cuffaro, al sindaco di Catania Pogliese, al deputato della Lega, Figuccia, l'appello è di tornare alle elezioni dirette dei rappresentanti delle ex province
Dopo oltre dieci anni si torna a votare, in Sicilia, per eleggere i rappresentanti delle ex Province. Dopo vari rinvii disposti dall’Ars, il governo Musumeci ha fissato la data: si andrà alle urne il 22 gennaio 2022.
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Redazione
è la seconda annualità delle risorse frutto dell’accordo con lo Stato
La Regione Siciliana, tramite l’assessorato alle Autonomie locali guidato da Marco Zambuto, si appresta a trasferire la seconda annualità delle risorse frutto dell’accordo stipulato, nel dicembre del 2018, con lo Stato.
La piena e immediata applicazione della norma regionale inserita in Finanziaria che prevede l'obbligo per le ex Provincie, Città metropolitane e liberi consorzi di uniformare gli interventi a sostegno degli studenti con disabilità delle scuole superiori. L'ha chiesta all'unanimità la commissione speciale dell'Ars.
Il governo contrario al rinvio è stato battuto in aula col voto segreto: 38 favorevoli e 16 contrari a un emendamento, votato in Assemblea siciliana, che ha rimandato le elezioni.
Con la delibera del 27 novembre scorso, infatti, il governo Musumeci ha approvato la variazione di bilancio che servirà per garantire la quota complementare a carico dei Liberi consorzi comunali per la proroga e la stabilizzazione dei contratti a tempo determinato.
In particolare, 53,1 milioni sono destinati alle Città metropolitane di Catania, Messina e Palermo, mentre 46,8 milioni ai Liberi consorzi comunali di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa, Siracusa e Trapani.
"Chiediamo un incontro urgente al presidente Nello Musumeci, agli assessori Gaetano Armao e Bernardette Grasso e al presidente della commissione Bilancio Riccardo Savona – continuano Badagliacca e Paladino – per chiedere che la Regione, così come ha già fatto lo Stato con 80 milioni, mantenga gli impegni presi e scongiuri quello che sarebbe un disastro con ripercussioni pesanti sui lavoratori, precari compresi, e sui siciliani”.
Mentre si tratta sul ripiano dei disallineamenti nei bilanci della Sicilia, i governi si sfidano a distanza a colpi di reciproche impugnative di documenti economico finanziari e di norme di legge.
La Commissione Affari Istituzionali ha detto sì alla norma che rinvia ancora le elezioni ma adesso toccherà di nuovo all'aula pronunciarsi e nulla è scontato