Cambia la squadra, non il capitano. Il sindaco di Siracusa Francesco Italia ha riferito in Consiglio comunale di aver azzerato la giunta dopo il terremoto giudiziario culminato con l’inchiesta Nexus, che ha coinvolto la vicepresidente del Consiglio Concetta Carbone, vicina politicamente al primo cittadino e accusata di far parte di un presunto comitato d’affari per truccare gare e affidamenti del Comune. Ma sul fronte personale la porta resta chiusa. Alle richieste di dimissioni avanzate dal capogruppo del Pd, Massimo Milazzo e dall’esponente di Fratelli d’Italia Paolo Cavallaro, Italia risponde “con la stessa franchezza”: non intende arretrare.
Nella sua squadra resta solo l’assessore alla Legalità e Trasparenza, Pierpaolo Coppa, l’unico a non avere etichette partitiche ma soprattutto uomo di fiducia di Italia con cui lavora dai tempi dell’amministrazione Garozzo di cui entrambi facevano parte.
“Una condanna non è un’indagine”: la linea della difesa
L’argomento è quello del garantismo, e il sindaco lo porta fino in fondo. Guardandosi “allo specchio come sindaco, prima ancora come essere umano”, dice di non poter accettare che un’indagine valga una condanna. Italia ha confermato di aver ricevuto una proroga di indagine “nei mesi scorsi” evidentemente legata all’indagine complessiva dei pm della Procura europea di Palermo e della Digos.
Poi allarga il campo: quel principio, “se lo accettassimo oggi contro di me, domani varrebbe contro chiunque sieda in quest’aula”. Non è, rivendica, una trovata del momento: “Non l’ho inventato io stamattina, è un principio della nostra Costituzione”.
L’affondo: “Il garantismo non è una geometria variabile”
È il passaggio più politico, e più polemico. Italia ricorda che ogni forza politica invoca la presunzione di innocenza quando a finire nei guai sono i propri ministri, deputati o assessori regionali, e lo fa senza fare nomi, perché i casi, dice, “sono di dominio pubblico”. La conclusione suona come una sfida a maggioranza e opposizione: “Il garantismo non può essere una geometria che cambia a seconda del partito”. E subito dopo la richiesta diretta: “E io oggi vi chiedo che valga anche per me”.
Da Tangentopoli a Palazzo Vermexio: il ricordo personale
Chiude con la memoria. Studente a Milano ai tempi di Tangentopoli, passava in tram davanti al Palazzo di Giustizia, tra i collegamenti televisivi e le monetine lanciate a Craxi all’uscita dell’hotel. “Avevo vent’anni”, racconta, e quella scena “già allora mi disgustò profondamente”. Da qui l’appello finale a proteggere “questa istituzione che è molto più grande di me”, più grande, aggiunge, di chi è stato o non è stato coinvolto e di ciascuno dei presenti.
Come sarà composta la nuova giunta
Sul dopo azzeramento, Italia ha indicato il metodo: la nuova giunta nascerà “dalla maggioranza di quest’anno”, quella uscita dalle urne del 2023. Il sindaco ha ricordato che l’esecutivo di luglio era “consiliare”, fatto in gran parte di consiglieri comunali espressione dei gruppi.
Il sindaco ha poi inquadrato il rapporto con la maggioranza: i due mandati, il suo e quello del Consiglio, hanno lo stesso valore, “nessuno dei due basta da solo, si governa in due”. Ai consiglieri ha chiesto di :guardare gli atti e non i titoli dei giornali”. Se la fiducia nell’azione amministrativa resta, ha detto, si va avanti; altrimenti si torna davanti agli elettori. Italia non ha indicato tempi né nomi della nuova squadra.



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