Pomeriggio di ansia e preoccupazione per i bagnanti della costa palermitana sul lungomare di isola delle Femmine. L’allarme è giunto nel tardo pomeriggio alla capitaneria di porto di Palermo. Ci […]
Le verifiche hanno riguardato le province di Palermo, Catania, Trapani e la fascia ionica messinese. I destinatari dell'attivita' ispettiva sono stati individuati anche con l'esame di numerosi siti internet e riscontri sul territorio.
I finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni e disponibilità per circa due milioni di euro.
Maxi frode fiscale in Sicilia scoperta dalla Guardia di Finanza. una cooperativa con sede in Lombardia e 200 dipendenti in tutto il Paese avrebbe sottratto ben 15 milioni di euro
Possono partecipare i cittadini italiani, donne e uomini, che alla scadenza del termine per la presentazione della domanda, abbiano compiuto il 18° anno di età, non abbiano superato il giorno di compimento del 26° anno di età e siano in possesso del diploma di istruzione secondaria di primo grado.
Il titolare dell’impresa è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Agrigento per i reati di frode in commercio, omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali ed occultamento delle scritture contabili obbligatorie.
L'operazione è stata condotta dalla tenenza di Pozzallo. La Finanza ricorda che dal 2014 è disponibile su internet una piattaforma anti contraffazione e per la sicurezza dei prodotti in commercio
Visita a Catania del comandante interregionale dell’Italia Sud-Occidentale della guardia di finanza, il generale di corpo d’armata Giuseppe Vicanolo, che è stato ricevuto nel comando provinciale etneo ed ha incontrato anche i rappresentanti della magistratura etnea.
Il gasolio contraffatto veniva venduto a ignari automobilisti attraverso due distributori stradali. Sequestratio anche due serbatoi da complessivi 25 mila litri
Le prime indagini hanno fatto emergere che i due soci coniugi, di cui uno con il ruolo di amministratore della societa’, erano irreperibili in Italia, gestendo di fatto l’attivita’ dalla Tunisia.
Per soggiogare psicologicamente le vittime, la presunta maman di alcune nigeriane fatte arrivare in Italia per prostituirsi, prelevava i peli del pube e delle ascelle per riti voodoo.