La Procura di Pisa ha chiesto il rinvio a giudizio per i cinque indagati a vario titolo nell'inchiesta sulla morte di Emanuele Scieri, il parà siracusano morto nella caserma Gamerra di Pisa il 13 agosto 1999. L'udienza preliminare si svolgerà il prossimo 9 novembre.
Il gup del tribunale militare di Roma, nell'ambito del procedimento sulla morte del parà siciliano Emanuele Scieri, trovato senza vita nell'agosto del 1999 nella caserma Gamerra di Pisa, ha ammesso la costituzione di parte civile della madre e del fratello della vittima e del ministero della Difesa.
"Non riesco a capire questi fatti, ho sempre agito per fare del bene", ha dichiarato padre Pasqualino Barone. Gli investigatori stanno esaminando il contenuto di alcuni filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianze che si trovano nei pressi delle due chiese.
I carabinieri hanno concluso un'indagine, denominata Piazza Pulita, su un traffico di droga concentrato a Melilli, in piazza Rizzo. Sono sei le persone a cui sono stati notificati gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari per concorso in spaccio di droga.
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il giovane originario di siracusa è morto nel 1999 nella caserma gamerra di pisa
La polizia sta notificando a cinque persone l'avviso di conclusione delle indagini preliminari della procura di Pisa in relazione alla morte di Emanuele Scieri, l'allievo parà della Folgore morto il 13 agosto 1999 nella caserma Gamerra di Pisa.
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undici arresti a palermo, duro colpo alla mafia della noce
Le fiamme sono divampate nello spazio esterno della villa privata di Pensabene che si trova a Mondello. Sono intervenuti i vigili del fuoco e gli agenti di polizia. Pare che il rogo sia doloso.
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il giovane originario di siracusa è morto nel 1999 nella caserma gamerra di pisa
Emanuele Scieri, morto il 13 agosto 1999 nella caserma 'Gamerra' di Pisa, fu ucciso da tre caporali che, nell'intenzione di punirlo perché stava telefonando, lo percossero, lo costrinsero a salire su una torre da cui lo fecero cadere e lo lasciarono agonizzante a terra.
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non è ancora chiaro il movente dell'efferato delitto
A finire in manette Marius Viorel Petrea, nato in Romania, 27 anni, alla cui identità è stato possibile risalire grazie alle indagini effettuate dai poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Patti.
Entrambi i soggetti sono ritenuti estorsori ai danni di un terzo connazionale per il quale si erano attivati affinché trovasse un lavoro in Italia e potesse, così, ottenere il visto di ingresso.
Sul posto sono immediatamente intervenuti agenti della Polizia e il personale della scientifica che ha eseguito i rilievi. L'appezzamento di terreno è stato recintato. Indagini in corso per risalire alle generalità dell'uomo e alle cause della morte.
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Indagini della guardia di finanza e dei carabinieri e le dichiarazioni di Bisconti
Le indagini sono state corroborate dalle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza cittadina della Questura nelle quali il 16enne è stato individuato insieme ad un gruppetto, composto da altri due giovani.
I carabinieri dinanzi l’istituto di credito hanno rinvenuto e sequestrato un escavatore tipo “bobcat” ed un autocarro “Iveco” trafugati poche ore prima all’interno del deposito di una ditta edile di via Raffaello Sanzio a Gravina di Catania.
I due sono accusati di aver incassato una tangente per impedire le manifestazioni di protesta dei lavoratori. Gli indagati hanno sempre negato le accuse.