Nemmeno il tempo di archiviare la maratona notturna sulla variazione di bilancio all’Assemblea Regionale Siciliana che nel centrodestra, e in particolare in casa Forza Italia, riesplodono i nervi scoperti. Un vero e proprio siparietto polemico a distanza che ha visto protagonisti il commissario regionale degli azzurri, Nino Minardo, e il presidente della Regione, Renato Schifani. Al centro del contendere non ci sono tanto le cifre della manovrina appena approvata, quanto la paternità della stabilità politica del partito e la lettura dei malumori d’aula.
L’innesco di Minardo: “Confermata la ritrovata compattezza”
A incendiare le polveri, subito dopo il voto finale a Sala d’Ercole, è un passaggio, l’ultimo, di una nota dai toni trionfali di Nino Minardo. Il commissario regionale esalta il lavoro dei deputati e del capogruppo Stefano Pellegrino, ma è l’ultimo capoverso a non andare giù a Palazzo d’Orléans: “Questa manovra conferma anche la ritrovata compattezza di Forza Italia, il clima di unità e l’entusiasmo che accompagnano il lavoro del nostro partito. È il risultato di un impegno condiviso, che ci consente di guardare con fiducia ai prossimi appuntamenti, a cominciare dalla Finanziaria”.
Quel riferimento a una compattezza “ritrovata” — che implicitamente ammette mesi di spaccature, correnti e sgambetti interni — non è affatto piaciuto ai vertici del governo regionale.
La replica gelida di Schifani da Taormina: “Siamo sempre stati in salute”
La risposta di Renato Schifani è arrivata caldissima e senza filtri da Taormina, a margine dell’Education e open innovation forum di Confindustria. Interpellato direttamente dai giornalisti sulle parole di Minardo di una Forza Italia che si sarebbe finalmente “ricompattata”, il Governatore ha gelato tutti: “Il partito è stato sempre compatto, non mi risultano divisioni: il partito è stato sempre in salute”.
Nessuna spaccatura passata da sanare, insomma, secondo la lettura del presidente. E sui famosi franchi tiratori che hanno fatto tremare la maggioranza nei passaggi precedenti a voto segreto? Schifani scarica il barile sugli alleati di coalizione, blindando i suoi: “Se vi sono state nei voti segreti delle anomalie, sono state di entità tale che denotavano come vi fossero problemi interni alle varie aree della maggioranza, non soltanto al mio partito. Quindi era un problema trasversale, e vedo che adesso per fortuna non c’è più”.
Ma non basta. Per ben due volte il governatore ribadisce, a scanso di qualsiasi equivoco i interpretazione, che le elezioni regionali si terranno a novembre 2027.
Il retroscena: la guerra per la leadership azzurra
Chi conosce le dinamiche di Forza Italia in Sicilia sa bene che dietro questo scambio di battute apparentemente formale si nasconde la regia delle future manovre politiche. Minardo, nel ruolo di commissario, rivendica la centralità della segreteria nella gestione dei deputati in vista della ben più complessa sessione di bilancio invernale ma soprattutto guarda al 2027. Schifani, di contro, non accetta narrazioni che vedano il suo partito “convalescente” o commissariato dall’ala romana e rivendica la totale solidità della sua leadership e del gruppo parlamentare.
La variazione di bilancio è in cassaforte, ma il cammino verso la Finanziaria si preannuncia già cosparso di mine.



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