“Gli imprenditori ed i titolari di magazzini di stoccaggio di prodotti agricoli di Lentini, Carlentini, Francofonte e Scordia per il trasporto dei loro prodotti sono costretti a rivolgersi alla ditta Ruggeri”.

E quanto svelato agli inquirenti da Alfio Ruggeri, collaboratore di giustizia e cugino di Filadelfo Ruggeri, indicato dai carabinieri del Nucleo investigativo di Siracusa e dai magistrati della Dda di Catania, come il vero capo della ditta di trasporto di ortofrutta capace di monopolizzare il mercato, forte dell’affiliazione al clan Nardo. L’azienda, con un fatturato annuo di circa 25 milioni di euro, è stata posta sotto sequestro dai militari come disposto dal tribunale di Catania.  A fornire agli inquirenti un quadro chiaro degli assetti societari della ditta, riconducibile a Filadelfo Ruggeri, in carcere per mafia ed omicidio,  e che si avvaleva di prestanome, sono state proprio le rivelazioni del cugino, un tempo sodale al clan Nardo di Lentini.

Il legame con Nardo

“Nardo ha forti interessi nel settore – ha detto Alfio Ruggeri ai magistrati –  degli autotrasporti. Ruggeri Francesco, detto Zu Ciccio ha una ditta…. è protetta da me e da mio cugino Filadelfo Ruggeri, affiliato al clan Nardo mentre nostro zio non è affiliato ma solo vicino… Intendo dire che io e mio cugino, benché detenuti e condannati in via definitiva ci attiviamo per fare ottenere commesse lavorative alla ditta di nostro zio. In talune occasioni, abbiamo ordinato di commettere danneggiamenti ai danni di qualche esercente”.

Il monopolio nei trasporti

“Gli imprenditori ed i titolari di magazzini di stoccaggio – ha detto Alfio Ruggeri ai magistrati – di prodotti agricoli di Lentini, Carlentini, Francofonte e Scordia per il trasporto dei loro prodotti sono costretti a rivolgersi alla ditta Ruggeri. In definitiva come clan imponevamo ai commercianti di avvalersi della nostra ditta di trasporti, di rivolgersi alle agenzie di mediazione che erano  a noi riconducibili e di dare, inoltre, all’ organizzazione una somma in denaro correlata all’entità del volume di lavoro sviluppato secondo percentuale di circa il 2 o o il 3 per cento”.

La cassa del clan

“I proventi di queste attività nel settore del trasporto – ha detto Alfio Ruggeri ai magistrati – era di esclusiva spettanza al clan Nardo. E tuttavia una volta coperte le spese, a Natale ed a Pasqua, eravamo soliti portare un regalo alla famiglia. In genere, ogni anno guadagnavamo circa 450 mila euro. Le spese riguardano gli stipendi di circa 25/30 affiliati a cui andava 1000 euro al mese, il resto serviva per acquistare armi o droga”.