"Abbiamo accettato l'incontro e sospeso la protesta, per il grande senso di responsabilità che ci contraddistingue, ma non siamo disponibili ad ulteriori slittamenti dell'applicazione degli accordi già sottoscritti". dicono i sindacati.
L'azienda partecipata che si occupa di manutenzione e servizi ha proclamato lo sciopero in quanto l'accordo sottoscritto a novembre del 2017 con il Comune non ha avuto applicazione.
A destare maggiore preoccupazione, rispetto a quella sempre manifestata, la notizia appresa ufficiosamente in questi giorni, secondo la quale, si sarebbe proceduto alla stipula del Contratto di servizi per il 2019 per un importo totale assolutamente insufficiente rispetto alla reale necessità di liquidità per far fronte agli impegni assunti.
I lavori, complessivamente, hanno interessato la potatura di tutte le piante di agrumi presenti e sono state sagomate le bordure e le siepi e sistemati i vialetti della villetta.
"Con questo passaggio formale - afferma il Sindaco - abbiamo dato una prima risposta alle necessità dell'azienda, continuando a lavorare perché in fase di approvazione finale del Bilancio da parte del Consiglio Comunale si possano trovare ulteriori risorse per la garanzia dei servizi che la Reset offre alla città".
"È necessario intervenire con un contratto di servizio che, piuttosto che essere annuale, sia almeno triennale e che preveda lo stanziamento per Reset pari a circa 41 - 42 milioni di euro".
Un primo accordo è stato raggiunto dopo tante ore di discussione nel dicembre 2014 e da allora i lavoratori aspettano il full-time, i livelli di avanzamento di carriera scongelati e un contratto che rispecchi le loro mansioni lavorative.
Le attività verranno condotte fino al prossimo mese di novembre dagli operatori delle Associazioni Coast to Coast, Club Garden, LAGE e Shalom, secondo le proprie specifiche competenze ed esperienze, nelle giornate di giovedì, venerdì e sabato, dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 16,00 ed alle 19,00.
Nella lettera di risoluzione del rapporto di lavoro, si legge che il licenziamento è dovuto “all’intento di pregiudicare l’immagine, il decoro, l’onore e la reputazione del Coniglio di Amministrazione”.
"Restano ancora indefiniti elementi essenziali quali l’adeguamento dei livelli contrattuali, l’orario di lavoro, la regolamentazione degli istituti di welfar aziendale" secondo il sindacato Snalv al quale ha aderito il 30% dei dipendenti
Per il Sindacato la questione diviene ancor più incomprensibile visto che nel 2017 l’Amat riapriva un bando segnato però da una battuta di arresto a seguito di un decreto di attuazione emanato dal Ministero del Lavoro per poi registrare comunque lo sblocco nel mese di giugno 2018.
"Il lavoro svolto in questi anni dalla Reset - dice il Sindaco - è stato encomiabile sotto tutti i punti di vista. Dalle macerie del fallimento Gesip e col rischio di interrompere servizi e licenziare centinaia di lavoratori, si è ricostruita un'azienda sana".
“La Regione siciliana disponga un controllo ispettivo sugli atti contabili del Comune di Palermo, alla luce dei disallineamenti registrati, in occasione dell’approvazione del Bilancio consolidato (circa 43 milioni di euro), […]
Cesare Unniemi capo della banda che assaltava i furgoni dei tabacchi era un operaio della Reset, la partecipata del Comune di Palermo che si occupa di manutenzione. Non solo ma era stato eletto rappresentante di base per il sindacato della Uiltucs.