Non solo il pizzo del parcheggio abusivo ma anche le aggressioni a chi non paga e i danneggiamenti. Automobilisti aggrediti Hanno aggredito e minacciato due automobilisti che si sono rifiutati […]
di
Ignazio Marchese
La presa di posizione al convegno di Confcommercio a Palermo
Continua il calvario di Giuseppe Balsamo. L'imprenditore palermitano che nel 2014 denunciò un tentativo d'estorsione non riesce a trovare casa ed è a rischio sfratto.
di
Pietro Minardi
Imponevano il pizzo e sceglievano anche i neomelodici alle feste
Ad evidenziarlo è la Relazione sull'amministrazione della giustizia nell'anno 2021 pubblicata dal distretto di corte d'Appello di Palermo presieduta da Matteo Frasca, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario.
I carabinieri del nucleo investigativo di Monreale che hanno condotto le indagini sulla cosca mafiosa di San Giuseppe Jato, che oggi ha portato a 10 misure cautelari, hanno accertato che […]
Reazione del titolare del bar danneggiato da una bomba. Ha aperto il locale poche ore l'intimidazione ed ha lanciato un messaggio di forza. Le indagini sul clan Santa Panagia ma in campo ci sono altre ipotesi
C'è un uomo, già noto alle forze dell'ordine, che si starebbe accanendo contro gli agenti che operano nel centro in provincia di Agrigento minacciando di sparare ad alcuni poliziotti o di far saltare in aria il presidio di legalità della cittadina.
Commercianti e cittadini costretti a pagare piccoli importi per non avere problemi. Somme di 5-10 euro al massimo 20, ma a scadenze ravvicinate anche infrasettimanali. E a chi non cede vengono fatte minacce e ritorsioni. Pizzo a tappeto a Canicattì (AG), avviate indagini.
È stato Alfredo Chiodi figlio di Alice Grassi, nipote dell'imprenditore simbolo della rivolta alla mafia, a dipingere sul marciapiede anche quest'anno di vernice rossa il luogo dell'omicidio del nonno, Libero Grassi ucciso 30 anni fa per avere detto no al pizzo.
Emergono nuove intercettazioni dopo il blitz congiunto che ha portato l'altro ieri a 16 arresti a Ciaculli e Brancaccio, a Palermo. Anche la mafia risentì della crisi Covid19 e il lockdown del 2020 costrinse Cosa nostra a forzare le richieste di pizzo.
Era il 3 febbraio del 2020 quanto il titolare di un panificio parla con Maurizio Di Fede, uno dei fermati nell’operazione della scorsa della squadra mobile.