Cateno De Luca esclude di poter essere il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Siciliana. Il leader di Sud chiama Nord e sindaco di Taormina lo ha detto ai microfoni di 24 Mattino su Radio 24. Nella stessa intervista ha attaccato la giunta Schifani, che secondo lui «si sta logorando da sola».
«In Sicilia si sta logorando da sola la giunta Schifani. Non sarò il candidato per il centrodestra, non penso proprio, anche perché qua il tema non è solo il nome, ma è il modello. C’è un tema che riguarda una visione di Sicilia che è diversa rispetto a coloro che finora hanno governato. Quindi il percorso è intanto una destrutturazione, sussidiarietà e trasferimento ai comuni e quindi evitare che la Regione si occupi anche del biglietto d’ingresso al Teatro Taormina».
L’attacco a Vannacci: «Meno generali e più sindaci»
A una domanda su Vannacci, De Luca ha risposto rivendicando l’esperienza amministrativa del suo movimento. «Noi rappresentiamo la politica del pragmatismo rispetto a quello che può essere la politica dei cazzari», ha detto. «Siamo abituati ad amministrare, affrontare i problemi e a dare soluzioni immediate. Vannacci, è reo confesso ha detto candidamente che non sarebbe capace di fare il sindaco e allora parto dal presupposto che ormai in Italia bisogna avere meno generali e più sindaci».
Politiche 2027, la data del voto e la «seduta spiritica»
Sulla scelta della data delle elezioni politiche 2027, De Luca ha usato l’ironia. Ha raccontato i retroscena di quella che ha chiamato una «seduta spiritica», che a suo dire si sarebbe tenuta a Roma.
«Io sono un modesto leader di periferia e ho cominciato a frequentare i corridoi e i salotti romani in questa fase. Mi sono trovato a partecipare a questa seduta spiritica dove doveva essere decisa la data delle elezioni».
«Questa data», ha spiegato De Luca, «maturava dopo il 13 di aprile. L’altra esigenza era quella di evitare, nel giro di un mese, di portare gli italiani tre volte al voto: primo turno per le amministrative, secondo turno nelle grandi città e poi le elezioni per Camera e Senato. Arrivati a quel punto, si è invocata una sintesi ed è spuntata questa data».
Gli è stato chiesto quale fosse stata quella sintesi. «Intanto la necessità bipartisan di guadagnarsi la pensione, perché al di là di tutto quello che si dice, dopo le fatiche di 4 anni, 6 mesi e un giorno, almeno la pensione gliela dobbiamo riconoscere, o no?».
Infine, la domanda su chi avesse fatto da medium. «Hanno scelto il più scarso, che sono io», ha risposto.



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