Al palazzo di giustizia di Siracusa si sta celebrando il processo a carico di 31 imputati accusati di controllare il mercato ortofrutticolo di Pachino. Una vittima ha ricordato del tentativo di estorsione ai suoi danni.
"Li manda alla politica li manda al mondo di sua provenienza, la mafia, e li manda anche a quell'area grigia che con la mafia spesso ha fatto accordi indicibili. Del resto, sullo sfondo di questo processo c'è la trattativa Stato-mafia e lui ne sa qualcosa e quindi anche a quegli ambienti manda messaggi".
Al palazzo di giustizia di Siracusa è in corso il procedimento giudiziario per mafia, droga, estorsioni ed armi che vede alla sbarra sette persone. Il sindaco si è costituito parte civile contro uno degli imputati, indicato dalla Dda di Catania come un personaggio di spicco.
L'inchiesta che lo coinvolge, coordinata dalla dda di Palermo, ieri ha portato in cella otto mafiosi del clan dell'Arenella guidato secondo gli inquirenti proprio da Scotto. Il capomafia, coinvolto nell'indagine sulla strage di Via D'Amelio, era stato scarcerato nel 2016.
Dall’indagine era emerso che, Antonello Nicosia, arrestato per mafia, entrava e usciva dalle carceri, incontrando anche capimafia detenuti al 41 bis, proprio grazie alla Occhionero.
"L'operazione antimafia compiuta ieri nel quartiere Arenella di Palermo dimostra purtroppo che il controllo della criminalità organizzata sull'economia cittadina è ancora forte e ben radicato". Lo dice Mario Attinasi, presidente di Assoimpresa.
Il gup del tribunale ha rinviato a giudizio i responsabili delle ditte che, secondo la ricostruzione della Procura distrettuale, erano sotto il controllo delle cosche siracusane Bottaro-Attanasio e Santa Panagia.
Il boss era consapevole della sua caratura criminale e della sua posizione di vertice ricoperta all'interno della famiglia mafiosa Arenella-Vergine Maria
In Viale Moncada il figlio di un uomo ritenuto appartenente ad una famiglia mafiosa gestiva una sala giochi abusiva e prendeva il reddito di cittadinanza
Alfio Ruggeri, un tempo sodale alla cosca lentinese, ha svelato ai magistrati ed ai carabinieri la struttura societaria dell'impresa che si avvaleva delle forza intimidatoria per primeggiare nel settore dei trasporti.
A Camporeale in tutti è ancora vivo il ricordo di Giuseppe Montalbano, un medico, un uomo che con la sua caparbia devozione alla legalità ha contribuito all’evoluzione della storia, al progressivo indebolimento dell’arroganza mafiosa.