Secondo quanto svelato dalle forze dell'ordine sarebbero stati realizzati dei lavori senza alcuna autorizzazione. L'indagine è nata dopo una segnalazione.
I sigilli a diverse aziende operanti nel settore della raccolta e riciclaggio della plastica, svariati immobili e terreni, autovetture, conti correnti e disponibilità bancarie.
Le parole di Alfio Ruggeri, insieme a quelle di altri collaboratori di giustizia, hanno permesso agli inquirenti di ricostruire la rete familiare attorno all'azienda di trasporto che avrebbe fatto da cassa per il clan Nardo
Il presidente della Regione, al termine dell'incontro a Catania, ha confermato la fiducia a Domenico Percolla, che resta al suo posto. "Sta lavorando con impegno e passione in un ente debilitato da scelte politiche locali sbagliate"
Ruggieri aveva chiesto ai clan d'incendiare i mattatoi di Sinagra, Barcellona Pozzo di Gotto e Giammoro dove operavano alcuni suoi concorrenti; in cambio avrebbe promesso alle cosche 50 milioni di lire.
Il provvedimento, disposto dal gip del tribunale di Perugia, è stato eseguito dai carabinieri del Noe. La struttura è nella disponibilità di un imprenditore arrestato nei giorni scorsi nell'ambito di una operazione scattata in tutta Italia.
Secondo la ricostruzione dei magistrati contabili della Calabria, l'ex questore di Siracusa, all'epoca dei fatti Commissario straordinario delegato per la mitigazione del rischio idrogeologico in Calabria, avrebbe affidato dei servizi senza gara di evidenza pubblica.
Un funzionario direttivo del dipartimento sviluppo rurale e territoriale che si trova in viale Regione Siciliana a Palermo è stato denunciato per peculato.
L'esponente politico chiede maggiori controlli dopo la scoperta di quell'ingente quantitativo di agrumi non idonei al consumo che avrebbero potuto creare seri guai alla salute pubblica.
Il blitz è stato portato a termine da una task force composta da polizia, carabinieri, finanzieri, vigili urbani e militari della Capitaneria di Porto. Il pescato non era tracciato, è sconosciuta la sua origine.
Non ha tardato a tornare in attività, il laboratorio di pasticceria di via Dusmet che agenti della Polizia di Stato di Catania avevano sospeso per le pessime condizioni igieniche in cui era stato ritrovato nel corso di un controllo dello scorso 10 gennaio.